Siram Veolia punta sul biometano: altri due impianti entro il 2025
Trentin: «In Italia grande potenziale, sprint da un soggetto aggregatore»
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Siram Veolia è al lavoro per concludere l’acquisizione di due nuovi impianti di biometano entro il 2025 in Italia. Dopo un primo polo produttivo entrato nel perimetro alla fine del 2024 – quello di Le Ghiande Energy a Sant’Angelo Lodigiano (Lodi) con capacità di 2,6 milioni di metri cubi – l’azienda italian del gruppo francese Veolia punta a mettere in portafoglio un ulteriore impianto entro il 2027 per arrivare, con quattro centri complessivi, a una capacità di 12 milioni di metri cubi di produzione annua, in grado di contribuire al 10% del fabbisogno dei propri clienti. L’investimento in questo nuovo vettore, che verrà utilizzato sia come fonte di riscaldamento che di energia attraverso la cogenerazione, si sviluppa infatti sempre in combinazione con interventi di efficientamento energetico, che rappresentano la specializzazione dell’azienda in Italia.
«Il nostro modello è diventare proprietari e gestori di impianti di biometano non per venderlo direttamente alla rete, ma per integrarlo nel nostro business di decarbonizzazione dei consumi dei nostri clienti attraverso riqualificazione energetica. Anche coerentemente con il disegno del Pniec e con la normativa Oiert, di imminente pubblicazione, che stabilisce che una quota dell’energia termica venduta da un operatore come noi sul mercato sia di origine rinnovabile», spiega l’ad di Siram Veolia Emanuela Trentin.
Il progetto è ambizioso: «L’idea è di costruire in Italia una piattaforma dedicata al biometano. A regime, come prospettiva di lungo periodo, puntiamo ad avere una ventina impianti tramite acquisizioni e realizzazioni. Ci presentiamo in questo mercato, in cui ultimamente operano anche molti fondi di investimento, come player industriale forte anche del know how del gruppo all’estero: Veolia ha una lunga tradizione in Francia e gestisce molti impianti in Germania».
Il biometano in Italia sta guadagnando crescente attenzione, anche per i contributi del Pnrr dedicati: «Oggi la produzione è ancora bassa rispetto ad altri Paesi e rispetto agli obiettivi fissati dal Pniec e dall’Europa: qui il potenziale è maggiore. Vediamo poi una produzione frammentata, soprattutto per gli impianti di matrice agricola, per noi di maggiore interesse: un soggetto industriale aggregatore può dare una grande spinta, tanto più in un momento in cui il sostegno del Pnrr finirà, nel 2026. Ci aspettiamo anche che la normativa aiuti a consolidare il percorso che l’Italia ha intrapreso, costruendo un mercato delle garanzie d’origine, per esempio, ma anche stabilizzando gli incentivi per un settore che rimane agli inizi».
L’espansione nel biometano è uno sforzo economico ulteriore rispetto ai 50 milioni di euro che Siram Veolia investirà nello sviluppo delle rinnovabili in Italia quest’anno, sempre legate a progetti di efficientamento: «Al momento non abbiamo un limite di budget: il biometano è un settore che riteniamo fondamentale e in cui vogliamo investire. Naturalmente in progetti interessanti e sinergici rispetto a quello che già facciamo», conclude Trentin, che parlerà del tema anche il 28 febbraio al Forum in Masseria organizzato da Bruno Vespa e Comin&Partners alle terme di Saturnia (Grosseto).


