Percorsi di design: a Singapore batte il cuore creativo del Sud-Est asiatico
Marina, Bras Basah.Bugis, Orchard e Science Park: il Leone d’Asia si riconferma hub internazionale per il disegno industriale in quattro location-simbolo.
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Nel sessantesimo anno dell’indipendenza di Singapore, FIND – Design Fair Asia 2025 consolida il ruolo della città come crocevia creativo del Sud-Est asiatico. Giunta alla sua quarta edizione - dopo i numeri record registrati nel 2024 -, la fiera-evento introduce la Singapore Design Week negli spazi espositivi di Marina Bay Sands: complesso alberghiero e commerciale icona dell’architettura urbana della città, con tre torri collegate dalla piattaforma sospesa Skypark lunga 340 metri. «Siamo fieri di rinnovare la partnership con una manifestazione che intende favorire lo scambio tra design orientale e occidentale», sottolinea Roberto Foresti, deputy general manager di Fiera Milano. «Un’occasione di promuovere l’esportazione del made in Italy e creare un punto di incontro per gli esperti di settore».
All’interno, tra i padiglioni nazionali, anche l’Italia: patrocinata dall’Italian Trading Agency, presenta una selezione di aziende marchigiane legate al mondo dell’abitare come Cucinesse, quarant’anni di cucine su misura, e Grandinetti, punto di riferimento nella produzione di cemento decorativo per superfici architettoniche, pavimenti e rivestimenti, da oltre un secolo. Parallelamente, il Global Summit ospita oltre 60 speaker internazionali, tra cui rappresentanti di studi affermati come Snøhetta e Pininfarina, su temi che spaziano dal lighting design all’urbanistica resiliente.
Sempre in fiera, la mostra collettiva Emerge - curata a quattro mani da Edwin Low, fondatore del brand e negozio multimarca Supermama, e Suzy Annetta, direttrice editoriale di Design Anthology - raccoglie 70 progettisti emergenti provenienti da tutta l’Asia attorno al tema “Dialogue Through Design”, articolato in due sezioni: Design Object, con un focus su accessori e complementi d’arredo, e Design Social, dedicata a progetti comunitari e sociali applicati al prodotto.
Prosegue fino al 2 novembre al National Museum di Singapore la terza edizione della mostra Future Impact: Design Nation. Ideata dalla curatrice Maria Cristina Didero e dal direttore creativo Tony Chambers si apre per la prima volta alla collaborazione con un designer singaporiano, Hunn Wai, fondatore del duo Lanzavecchia+Wai, per rafforzare il legame con la creatività locale e la storia della città. Articolata in tre capitoli, la mostra ripercorre l’evoluzione del design a Singapore: Little Island of Brave Ideas riflette su come il design abbia contribuito alla trasformazione nazionale. Future Impact 3 presenta risposte efficaci ai bisogni più urgenti del nostro tempo, tra cui moda inclusiva, assistenza sanitaria urbana e innovazione dei materiali. Come la borsa a tracolla Wishbone di Claudia Oh/Werable: progettata per essere ambidestra e intuitiva da usare con entrambe le mani, si adatta perfettamente a ogni tipo di deambulazione. Virtuoso Visionaires accende i riflettori su sei giovani designer che dilatano i confini di circolarità, identità e scenari di vita speculativa. Uno per tutti Ng Sze Kiat, fondatore di Bewilder, studio di design micologico con sede a Singapore, che lavora esclusivamente con i funghi come mezzo per trasformare sottoprodotti organici in alimenti, medicinali, complementi d’arredo e innovazioni sostenibili di maggior valore.
Con la curatela di Jerry Goh, fondatore di Grain, e Yao, creative producer, l’Orchard Design District lavora sul concetto di Open Design Dialogue (ODD) attivando collaborazioni tra brand e giovani creativi internazionali. Nasce così il percorso Design In Situ: 10 store presentano installazioni esperenziali e site specific ideate esclusivamente per la SDW. Aesop, per mano dello studio australiano Other Matter fondato da Jessie French, veste il negozio con uno speciale wallpaper bioplastico a base di alghe, in diverse gradazioni di verde.















