Sinestesie: la musica di Max Richter e l’orchestra dello champagne
Il compositore più amato dal mondo del cinema e una delle annate più eccezionali nella Champagne: il sodalizio va in scena a Londra all’arena Roundhouse di Camden.
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Un catalogo con oltre tre miliardi di stream in giro per il mondo. Almeno una cinquantina di progetti cinematografici con le sue musiche. Da ultimo la colonna sonora di Hamnet, il film pluricandidato agli Oscar diretto da Chloé Zhao. Max Richter, pianista e compositore, Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico, è il musicista scelto quest’anno dalla maison di Champagne Krug per creare una sintonia melodica alla potente annata 2008. Un progetto che unisce arte e vino, musica e champagne. Due mondi accomunati da molteplici corrispondenze, soprattutto nella fase creativa, di quelli che a tutti gli effetti restano raffinati processi artigianali. Dopo numerose e approfondite visite alla maison, tornato nella placida quiete dei suoi studi sulle colline dell’Oxfordshire, Richter ha creato tre composizioni, Clarity, Ensemble e Sinfonia, che sono state eseguite a Londra. L’arena Roundhouse di Camden si è trasformata in platea per una degustazione musicale di tre champagne, Krug Clos d’Ambonnay 2008, Krug 2008 e Krug Grande Cuvée 164ème Édition. Un’annata eccezionale per la regione. Il primo è un virtuoso solista, manifestazione singolare del Pinot Noir del Clos d’Ambonnay, un piccolo appezzamento recintato di 0,68 ettari nel cuore di uno dei
villaggi più rinomati nella Champagne per questo vitigno. Il secondo è l’espressione dell’annata, un’armonia inaspettata di aromi contrastanti che diventano equilibrati e intensi al palato. Il terzo è stato composto intorno alla vendemmia del 2008 ed è un blend di vini provenienti da 127 appezzamenti di 11 annate diverse, dal 1990 al 2008.
Chiacchierando la mattina successiva con il musicista, Richter ha confermato di essere da sempre un appassionato di bollicine: «Tutti e tre i miei figli sono stati accolti alla nascita con un brindisi di Krug e il più piccolo è nato nel 2008, un dettaglio che ha reso questo incontro quasi inevitabile». Il compositore ha sottolineato l’estrema connessione dei nostri sensi: «Gustare un bicchiere di champagne non è mai solo una questione di gusto: è un’esperienza multidimensionale che coinvolge il colore, la luce, la temperatura, il profumo o il momento della giornata. La musica funziona allo stesso modo: la ascoltiamo, ma quando è eseguita dal vivo, c’è anche una dimensione visiva e spaziale che modella la nostra percezione».
Il progetto sviluppato da Richter insieme con la chef de cave di Krug Julie Cavil aveva per titolo Every Note Counts. Perché è proprio così: come nella musica, anche per lo champagne ogni sfumatura è vitale. «L’una parte dal silenzio, l’altro trae origine dalla natura», dice Richter. «Ma entrambi lentamente danno forma a qualcosa di unico e nuovo, dove ogni nota conta».
«Every Note Counts è un’esplorazione della nostra visione condivisa secondo cui l’arte sta nei dettagli», spiega Julie Cavil. «Ascoltando la musica di Richter, si ha l’impressione che sia naturale. Eppure, dietro quella chiarezza, si nasconde un’enorme quantità di lavoro meticoloso, proprio come il nostro». Come in una grande sinfonia, dove ogni strumento dà il suo apporto e porta la propria voce, la Grande Cuvée fa interloquire diverse annate e profili aromatici al fine di conquistare la necessaria armonia. E il vino di un singolo appezzamento svetta come un solista.
Le sperimentazioni di Richter sono una attenta nonché audace rilettura delle forme classiche (popolarissima la sua reinterpretazione delle Quattro Stagioni di Vivaldi) e in questo caso hanno catturato la classicità dell’annata 2008. «La vendemmia 2008 si distingue come una delle ultime annate veramente classiche del clima nordico», conferma Cavil. «Le condizioni fresche, i contrasti delicati e la maturazione costante e misurata hanno permesso alle uve di svilupparsi con notevole equilibrio e precisione. I vini stessi incarnano eleganza, verticalità e una sottile austerità».
Ogni appezzamento di vigneto esprime il proprio suono e la propria voce. «Il mio ruolo è proprio quello di comprendere la singolarità di ciascuno dei nostri appezzamenti in tutta la regione dello Champagne e, in ultima analisi, se l’anno mi ispira, di arrangiare e armonizzare con cura queste voci per creare un solista (un singolo appezzamento) o un ensemble (il vintage), mentre l’orchestra (la sinfonia completa dello Champagne) viene ricreata ogni singolo anno. Agisco come un direttore d’orchestra: ascolto, guido e modello le composizioni in modo che ogni nota, ogni sfumatura, trovi il suo posto», riflette la chef de cave.
D’altronde gli studi più recenti hanno dimostrato che i sensi dell’udito e del gusto sono strettamente collegati nel cervello e che per alcune persone il suono può influenzare realmente la percezione del palato.












