Simone Andreoli: «Le mie fragranze dirette, intense e memorabili»
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«Ho un approccio moderno a un’arte antica, esprimo una creatività che ha la stessa intensità delle cose che vivo. Non sono interessato a emozioni lievi, ma soltanto a quelle che realmente ti segnano. Le mie fragranze sono così: dirette, intense e memorabili, devono rapire i sensi, incantarti e portarti via con la testa», così Simone Andreoli racconta la visione che si cela dietro a ogni suo profumo .
A soli 24 anni ha fondato il suo marchio indipendente Simone Andreoli-Diario Olfattivo che rappresenta uno scrigno di ricordi, un diario di bordo impresso di parole e racconti che hanno un odore. Tutto è iniziato durante un viaggio in Provenza, fatto da adolescente, dove ha scoperto i segreti delle essenze e i fondamenti per formulare le fragranze.
«Fin da bambino ero molto creativo e sentivo che la profumeria poteva essere una forma d’arte per esprimermi – racconta Andreoli -. In Provenza ho visitato i laboratori e i produttori di profumi che lavoravano con olii e ingredienti locali. Qui ho capito che creare un profumo non era concettualmente tanto lontano da comporre musica o disegnare e così ho deciso di iniziare il mio percorso per diventare “naso”».
Il viaggio, una costante che si trasforma in profumo
Il profumo ha il potere di trasportare altrove, di evocare luoghi mai dimenticati o di farne scoprire di nuovi, senza bisogno di spostarsi. Ogni fragranza è una mappa invisibile, un racconto sensoriale che cattura atmosfere, emozioni e ricordi.








