Banga (Banca Mondiale): «Creare lavoro per i giovani è la soluzione migliore contro la povertà»
di Gianluca Di Donfrancesco
di Pagina a cura di Barbara Ganz , Valentina Saini
3' di lettura
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Ci sono i numeri: le denunce di infortuni sul lavoro tornano a crescere, dopo l’effetto del rallentamento legato al Covid.
E ci sono due nomi; quello di Lorenzo Parelli, studente al 4° anno dell’Istituto professionale Bearzi di Udine, diciottenne, colpito due anni fa alla testa da una putrella durante l’ultimo giorno di stage in una azienda di Pavia di Udine, e di Giuliano De Seta, anche lui 18 anni, travolto da un oggetto metallico in una fabbrica di Noventa di Piave. È anche nel segno lasciato dalla loro tragedia che l’impegno per la sicurezza sul lavoro sta prendendo con convinzione strade sempre nuove.
In Friuli Venezia Giulia, Confindustria Alto Adriatico è fra i soggetti in prima linea: lo ha spiegato il presidente Michelangelo Agrusti, che ha pubblicamente ringraziato i coniugi Parelli «perché sono riusciti a trasformare il loro dolore, certamente ineliminabile, la perdita di Lorenzo, in qualcosa di positivo, in un fatto che ci richiama indistintamente a una straordinaria responsabilità».
La Carta di Lorenzo - che si sta trasformando in una piattaforma nazionale per la sicurezza sul lavoro - è un testo agile, ma completo e innovativo: colma un vuoto che guarda proprio alle prime esperienze e all’inserimento dei giovani, puntando sul loro coinvolgimento nei percorsi formativi in azienda previsti dal sistema educativo, come i Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO) e i tirocini curricolari dell’Istruzione e Formazione Professionale. Per farlo, definisce alcuni principi fondanti che coinvolgono studenti, sistema scolastico e formativo e imprese, a partire da un concetto fondamentale: la centralità dello studente, ovvero una persona in formazione, che non deve essere considerato un lavoratore esperto bensì una persona con precisi bisogni formativi e difficoltà legate alla novità dell’ambiente aziendale. Sono dunque previsti dei punti chiave per implementare la sicurezza durante i periodi di formazione in azienda: su tutti l’inserimento degli studenti in ambienti adeguati e coerenti con l’esperienza scolastica; il collegamento costante tra studente e tutor scolastico e tra questo e il tutor aziendale per il monitoraggio continuo del percorso; una formazione dedicata a tutor scolastico e tutor aziendale sulla prevenzione e sicurezza sul lavoro e un sistema per il riconoscimento di requisiti preferenziali per le imprese che ospitano studenti, basati sulla presenza di un sistema strutturato e consolidato per la tutela della sicurezza.
La Carta di Lorenzo è stata presentata in Conferenza delle Regioni affinché possa diventare un documento sulla collaborazione nel campo della sicurezza degli studenti e dei lavoratori e la sua attuazione sia al centro del confronto tra le Regioni italiane, ed è pronta a entrare nelle scuole. In Friuli V.G. partirà un corso pilota: «Da qui a maggio incontreremo circa 15 istituti superiori - spiega Giuseppe Del Col, direttore operativo di Confindustria Alto Adriatico e coordinatore dell’Organismo Paritetico Provinciale dell’Industria - con l’obiettivo di diffondere e applicare la Carta, mentre alziamo il livello di sicurezza secondo una collaborazione trasversale testata fin dal periodo del Covid».