Industria

Sicilia, l’agroalimentare prova a recuperare

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Crescono ma non recuperano, anzi tutt’altro. Così la situazione dei distretti siciliani e in particolare dell’agroalimentare mostra più ombre che luci, almeno a vedere ciò che è successo negli ultimi anni, tra il 2022 e il 2024. L’ultima edizione del Monitor dei distretti del Mezzogiorno di Intesa-Sanpaolo, sul periodo gennaio-settembre 2024 dà una lettura ottimistica dell’andamento dell’export ma, alla luce dei dati e delle analisi, possiamo definirla una lettura di speranza. Perché se restiamo ai soli distretti dell’agroalimentare monitorati da Intesa-Sanpaolo non vediamo ancora un recupero rispetto al dato gennaio-settembre 2022 quando l’export di questo settore si è assestato a 486 milioni. L’analisi del trend complessivo ci dice che nel 2023, il settore agroalimentare della Sicilia (quello monitorato in questo caso) ha subito un calo drastico (-27,4%) rispetto al 2022; nel 2024, c’è stata una ripresa (+5,1%) rispetto al 2023, ma le esportazioni rimangono ancora inferiori di oltre il 23% rispetto al 2022; il settore non ha ancora recuperato i livelli pre-crisi e necessita di ulteriori strategie di rilancio.

Negli ultimi tre anni, il distretto dell’Ortofrutta di Catania ha attraversato un periodo di forti fluttuazioni, con un drastico calo nel 2023, seguito da una ripresa significativa nel 2024, anche se i livelli di export restano inferiori rispetto al 2022.

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Nel 2022, le esportazioni del settore avevano raggiunto i 202 milioni di euro, rappresentando un punto di riferimento importante per l’economia agroalimentare della Sicilia. Tuttavia, il 2023 ha segnato un brusco rallentamento, con un crollo delle esportazioni a 148 milioni di euro, corrispondente a una perdita del -26,7% rispetto all’anno precedente. Questo declino ha evidenziato le difficoltà del settore, probabilmente legate a una combinazione di fattori, tra cui il calo della domanda internazionale, l’inflazione e le problematiche logistiche.

Nel 2024, il distretto ha registrato una crescita del 15,5% rispetto al 2023, con esportazioni pari a 171 milioni. Una ripresa trainata in particolare dal secondo trimestre dell’anno, che ha visto un incremento del 38,9% rispetto allo stesso periodo del 2023 ma anche il primo trimestre (+7,7%) e il terzo trimestre (+13,2%) hanno contribuito positivamente al risultato complessivo. Tuttavia, nonostante la ripresa, il livello di esportazioni rimane ancora inferiore del -15,3% rispetto al 2022, segnalando che il distretto non ha ancora recuperato del tutto le perdite subite durante la crisi del 2023.

Situazione precaria per gli altri due sistretti monitorati. Negli ultimi tre anni, il distretto dei Vini e liquori della Sicilia occidentale ha affrontato un periodo di forte contrazione, con un calo significativo nel 2023 e una fase di stagnazione nel 2024, che lascia aperte molte incognite per il futuro del settore. Dopo aver registrato un valore di export di 130 milioni di euro nel 2022, il 2023 ha segnato una drastica riduzione del -25,4%, portando le esportazioni a 97 milioni di euro. Questo calo è stato uno dei più rilevanti tra i distretti agroalimentari siciliani ed è stato influenzato da diversi fattori: riduzione della domanda internazionale, soprattutto nei mercati tradizionali di riferimento; aumento dei costi di produzione, in particolare energia e materie prime; crescente concorrenza da altri produttori internazionali, che hanno reso più difficile mantenere le quote di mercato. A differenza di altri distretti agroalimentari che nel 2024 hanno mostrato segnali di ripresa, il comparto vinicolo siciliano non ha registrato alcuna crescita, mantenendosi fermo a 97 milioni e rispetto al 2022 il distretto è ancora sotto del 25,4%.

L’Agricoltura della Sicilia sud-orientale è il settore agroalimentare siciliano che ha sofferto di più negli ultimi tre anni, con una perdita del -33,1% delle esportazioni tra 2022 e 2024. A differenza di altri comparti, non si intravedono ancora segnali di ripresa, e il 2025 sarà un anno cruciale per capire se il settore riuscirà a stabilizzarsi o se dovrà affrontare una crisi ancora più profonda. Dopo il crollo del 2023, il 2024 non ha segnato una vera ripresa, ma anzi una ulteriore contrazione, rendendo questo comparto uno dei più penalizzati dell’intero agroalimentare siciliano. Nel 2023, il distretto ha subito un pesante calo delle esportazioni, passando da 154 milioni di euro nel 2022 a 108 milioni di euro, segnando una perdita del -29,9%.

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