L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
di Giorgio dell'Orefice
3' di lettura
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Se sul piano nazionale la siccità 2022, un po’ a sorpresa e grazie alle piogge di agosto, non ha provocato grandi danni alla vendemmia (i volumi produttivi sono previsti in linea con lo scorso anno), ha lasciato invece il segno in Lombardia dove farà segnare il peggior risultato d’Italia con una flessione rispetto allo scorso anno di circa il 20% (è previsto un milione e 50mila ettolitri contro il milione e 318mila dello scorso anno). Il peggior risultato negativo tra le cinque regioni che anno riportato una flessione: le altre sono infatti Piemonte (-9%), Sicilia e Liguria (entrambe con -5%) e Veneto (-3%).
Ma le prospettive sia sotto il profilo qualitativo che sotto quello di mercato restano invece positive, almeno secondo i produttori. Nell’Oltrepo pavese, principale area produttiva lombarda (da sola copre circa il 65% della produzione regionale) si stima un calo del 20% in linea con la stima regionale.
In Oltrepo si contano 13.500 ettari di vigneti, 3mila dei quali piantati a Pinot nero che ne fanno una delle tre principali aree mondiali dedicate a questa varietà alle spalle solo della Borgogna e dello Champagne.
«Sul piano qualitativo siamo invece molto soddisfatti – spiega la presidente del Consorzio dell’Oltrepo pavese, Gilda Fugazza –: il gran caldo e la mancanza d’acqua hanno preservato i vigneti dalle malattie fungine, dalla botrite e dai fenomeni di marciume. Ci sono quindi tutte le premesse per riprendere il percorso avviato in questi anni e che punta in primo luogo sulla comunicazione. Ovvero a far conoscere dove si trova l’Oltrepo».
Una strategia che ha potuto contare su molteplici iniziative come anche la tappa del Giro d’Italia a Stradella (Pavia) ma soprattutto sul positivo traino degli agriturismi e dell’accoglienza in cantina. Tra i wine lovers comincia a consolidarsi il fatto che le nostre cantine si trovano ad appena un’ora di auto da Milano. Le visite in cantina e le cene tra i vigneti si stanno moltiplicando e questa maggiore conoscenza del territorio e dei nostri vini sta finalmente facendo breccia».