Emergenza idrica

Siccità, così il fenomeno del cuneo salino distrugge l’ecosistema fluviale del Po e minaccia l’agricoltura

L’allarme dei Consorzi di Bonifica: la portata dei fiumi ai minimi agevola la risalita delle acque del mare lungo il corso dei fiumi con danni all’ecosistema fluviale e alle produzioni agricole

Siccità Po, Bonelli: Governi finanzi Piano di Adattamento Climatico, cuneo salino risale per 25 km

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Per secoli, quasi sicuramente millenni, sono state le acque dei laghi e dei fiumi a confluire nel mare. In epoca di cambiamento climatico e soprattutto di siccità prolungata, i fiumi perdono di forza e intensità e si inverte il corso delle acque. E diventa il mare, e l’acqua salata, a risalire il corso dei fiumi. In anni recenti sono già stati tanti gli allarmi lanciati sul cosiddetto “cuneo salino”, ovvero il fenomeno per il quale le acque del mare risalgono il corso dei fiumi. Un allarme che risuona ancora più forte in quest’estate 2026.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il mare ha invaso il territorio di Porto Tolle nel Delta del Po

A lanciare un vero e proprio “bollettino di guerra ambientale” è l’Anbi l’associazione nazionale dei consorzi di bonifica secondo cui «Il cuneo salino circonda ormai il territorio di Porto Tolle costringendo il Consorzio di bonifica del Delta del Po a chiudere tutte le derivazioni irrigue».

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La portata del fiume Po – spiegano ancora all’Anbi - dopo aver registrato il livello più basso di questa difficile estate all’insegna della siccità, punta decisamente a scendere sotto la soglia psicologica dei 200 metri cubi al secondo (la soglia minima per contrastare l’ingressione salina è indicata in mc/s 450).

PORTATE SEZIONI PRINCIPALI FIUME PO

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Potrebbero aiutare le precipitazioni attese sull’arco alpino

L’Osservatorio permanente del fiume Po non può che prendere atto dell’aggravarsi della situazione rispetto alla settimana scorsa, quando il livello di allarme era stato già elevato al massimo. Qualche beneficio – spiegano ancora all’Anbi - potrebbe derivare dalle precipitazioni sull’arco alpino, ma con gli invasi idroelettrici svuotati ed i prelievi a monte ridotti, le portate attuali sono sostenute solo dalle restituzioni dei sistemi irrigui.

Questo, però, non basta a dare respiro al Polesine ed al Delta, la cui linea di costa si è virtualmente ritirata di almeno 20 chilometri nell’entroterra, invasa dall’ingressione salina. E il sale altera profondamente l’ecosistema fluviale danneggiando la flora e la fauna e, in prospettiva neanche tanto remota, minaccia pesantemente le attività agricole.

«Dopo la grande siccità del 2022 – ha commentato stiamo di nuovo assistendo al collasso del territorio – afferma il Direttore del Consorzio di bonifica Delta del Po, Rodolfo Laurenti – Porto Tolle e Polesine Camerini sono ormai isole in mezzo ad un mare, che lambisce anche Taglio di Po e Porto Viro».

Finora danni evitati con l’oculata gestione idrica

«In una crisi entrata nel vivo già sul finire della primavera, l’agricoltura è sopravvissuta, grazie all’oculata gestione idrica attivata dal Consorzio di bonifica – sottolinea Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) –. Sfruttando l’esperienza e la profonda conoscenza del territorio, il personale consortile ha svolto un lavoro chirurgico nel gestire i livelli di risorsa attraverso by-pass, motopompe e turnazioni serrate».

Gargano (Anbi): situazione critica in vista dei raccolti estivi

«È soprattutto grazie a queste misure che si sta riuscendo a portare a termine il ciclo di maturazione delle piante – sottolinea il direttore generale dell’Anbi, Massimo Gargano. Proprio in questi giorni, gli agricoltori avvieranno la fase dei raccolti e potranno quantificare le rese, che è facile prevedere saranno inferiori al consueto. È proprio la garanzia di reddito una delle condizioni per mantenere i presidi territoriali nelle aree interne e marginali. Gli interventi emergenziali sono indispensabili, ma di fronte al consolidarsi della crisi climatica serve l’attuazione di piani infrastrutturali».

Osservato speciale sono ora le risaie del Nord Est

«Ora si apre una nuova fase – conclude Virginia Taschini, Presidente del Consorzio di bonifica Delta del Po - L’attenzione si concentrerà sulle risaie, dove le piante non sono ancora arrivate a maturazione e si dovrà fare affidamento solo sulla pochissima acqua ancora in circolazione nella rete consortile, sperando in piogge, che però non sono annunciate a breve».

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