Guide

Si può usare lo smartphone (Android) con app open, rispettose della privacy?

In questa guida vediamo cosa e come fare.

di Alessandro Longo

Adobestock

6' di lettura

6' di lettura

Non è necessario essere radicali amanti dell’open source per passare al lato alternativo della forza – per così dire – per quanto riguarda il nostro cellulare. In altre parole: adottare solo software open source e uscire dai recinti imposti dalle big tech, per quanto possibile. Scelte indipendenti, insomma. Possibile farlo, su molti livelli, con uno smartphone Android, anche se ci toccherà lavorare un pochino all’inizio e poi prendere la mano con le novità.

In questa guida vediamo cosa e come fare.

Loading...

Ma per prima cosa: perché farlo? È certo una scelta interessante per chi vuole adottare una filosofia di vita digitale più etica, incentrata sulla condivisione della conoscenza e sulla libertà dell’utente; e sul pluralismo di realtà alternative ai big.

Ricordiamo poi che la scelta open garantisce in genere una maggiore trasparenza, poiché il codice sorgente è aperto e verificabile da chiunque e riceve spesso aggiornamenti veloci dalla community. Quindi in teoria meno rischio di malware o funzionalità nascoste – a patto che si stia attenti su cosa installare, ovviamente. È una scelta – diciamolo subito – per chi sa come muoversi. Altro vantaggio: le applicazioni open source sono spesso più leggere e performanti rispetto alle loro controparti proprietarie, consumano meno risorse e contribuiscono a un’esperienza d’uso migliore sul cellulare, soprattutto se abbiamo un modello low cost o vecchio di alcuni anni.

Troveremo poi un mondo di app, ricco e variegato, in tante versioni diverse con feature addizionali, possibili grazie alla community open source che interviene liberamente sul codice.

Per altro, molte applicazioni open source non includono pubblicità o versioni premium, e sono completamente utilizzabili senza costi aggiuntivi. Alcune app, infine, saranno più tutelanti di privacy e dati personali rispetto a quelle note e di Google.

Certo ci sono alcuni svantaggi da considerare. Le app open source possono mancare di alcune funzionalità avanzate offerte dalle alternative proprietarie, poiché spesso sono sviluppate da comunità di volontari con risorse limitate. L’installazione e la configurazione possono risultare più complesse per gli utenti meno esperti, soprattutto se vogliamo sostituire anche servizi integrati come Google Play Services. La mancanza di supporto tecnico diretto può essere un ulteriore ostacolo, poiché gli utenti devono fare affidamento su forum o documentazione online per risolvere eventuali problemi. Infine, come anticipato, se usciamo dai recinti guadagniamo in libertà ma attenti a dove possiamo inciampare: dobbiamo essere più prudenti del solito nella scelta delle app, per evitare quelle fasulle e con malware.

Un punto di partenza è F-Droid, uno store alternativo che consente di accedere a migliaia di applicazioni open source. Scaricare F-Droid è semplice: andiamo sul sito ufficiale https://f-droid.org/it, scarichiamo il file apk e procediamo all’installazione. Per gli apk serve abilitare le fonti sconosciute di download nelle impostazioni del cellulare.

L’interfaccia di F-Droid è intuitiva, con una suddivisione per categorie che facilita la navigazione e la scoperta di nuove app. Ogni applicazione ha una scheda dettagliata che mostra le caratteristiche principali, i permessi richiesti e le anti-caratteristiche, ovvero quegli aspetti che potrebbero violare la filosofia open source, come le connessioni a server di terze parti. In alternativa, proviamo Droid-ify, una versione migliorata di F-Droid con un’interfaccia più moderna e reattiva.

Ora passiamo a sostituire le applicazioni di base di uno smartphone. Possiamo partire da un pacchetto: Fossify Suite. Include versioni open source delle app essenziali come calendario, calcolatrice, galleria e gestore di file. Ogni app è progettata per offrire le funzionalità minime necessarie senza sacrificare l’usabilità. Segue un design coerente che si ispira al Material Design di Google. Le applicazioni di Fossify Suite sono semplici ma ben realizzate; adatte a chi cerca un’esperienza priva di fronzoli ma comunque efficace. Altri esempi: Simple Gallery e Simple File Manager, che permettono di gestire foto e file con un’interfaccia chiara e funzioni avanzate come la gestione delle cartelle protette.

Un altro elemento fondamentale di ogni smartphone è la tastiera. La maggior parte degli utenti utilizza Gboard di Google, che però raccoglie dati sugli utenti inviandoli ai server dell’azienda. Un’alternativa valida è Futo Keyboard, una tastiera completamente offline che garantisce il massimo rispetto della privacy. Nonostante questa scelta, Futo Keyboard offre funzionalità avanzate come la dettatura vocale, basata su modelli locali come Whisper di OpenAI, e i suggerimenti predittivi per il testo. Un’altra opzione è AnySoftKeyboard, altamente personalizzabile e dotata di temi e layout per diverse lingue, il tutto mantenendo i dati degli utenti al sicuro.

A proposito di privacy: se ci sta a cuore, possiamo navigare su internet con browser come Brave e Fennec. Brave si distingue per il blocco integrato di annunci e tracker. Fennec, invece, è una versione modificata di Firefox che riduce il tracciamento e migliora la protezione dei dati. Oppure, se vogliamo un browser super personalizzabile, valutiamo Bromite, che offre un’esperienza simile a Chromium di Google ma con funzionalità avanzate per la privacy.

C’è poi il tema motori di ricerca e qui la scelta si fa più complessa, poiché non ce ne sono completamente open source. Brave Search è da valutare però, come alternativa che consente un maggiore controllo sui dati degli utenti.

Per quanto riguarda la navigazione gps, Organic Maps è un’ottima alternativa a Google Maps e Waze (entrambi di Alphabet-Google).

Basata su OpenStreetMap, questa applicazione consente di esplorare percorsi e trovare destinazioni senza condividere la propria posizione con server esterni. Organic Maps è particolarmente utile per la navigazione stradale e include informazioni essenziali sui trasporti pubblici, come le metropolitane.

Dobbiamo però accettare alcuni limiti: l’assenza di dati sul traffico e una copertura limitata dei punti di interesse. Se teniamo a informazioni in tempo reale sui trasporti, vediamo invece OsmAnd, un altro strumento basato su OpenStreetMap che offre mappe dettagliate offline.

Usiamo strumenti di produttività “office”? Invece di usare di quelli basati su cloud o comunque dei big (Google Workspace, Microsoft Office) proviamo Proton o Infomaniak. Proton, un’azienda svizzera, è molto amato dagli esperti di cyber e privacy. Offre una suite completa che include email, calendario, archiviazione online e un gestore di password, il tutto protetto da crittografia end-to-end. Infomaniak, invece, è particolarmente adatta per le aziende, grazie a strumenti di collaborazione avanzati e la possibilità di gestire domini e hosting web. Entrambe le soluzioni si basano su rigide norme svizzere per la protezione dei dati e quindi danno un livello di sicurezza superiore allo standard. Un’alternativa interessante è Nextcloud, una piattaforma open source che consente di creare il proprio servizio cloud privato per archiviare file, condividere documenti e gestire calendari e contatti. LocalSend è una soluzione pratica per la condivisione di file tra dispositivi nelle vicinanze, mentre Joplin Notes è ideale per organizzare note e appunti in locale con un formato aperto.

A proposito di sicurezza, ci sono diverse app open che tornano utili: Bitwarden è un gestore di password che offre un’esperienza completa anche nella sua versione gratuita. Aegis Authenticator consente di generare codici per l’autenticazione a due fattori e senza sincronizzare i dati sul cloud.

Ci sono tante altre cose che possiamo fare con i cellulari e per ognuna o quasi è disponibile un’alternativa open. Ad esempio, per la lettura di ebook, KOReader offre una vasta compatibilità di formati e funzioni avanzate, come la sincronizzazione con servizi cloud open source

Per le previsioni meteo, Breezy Weather fornisce informazioni accurate senza richiedere l’accesso alla geolocalizzazione.

Un ottimo player musicale open source da considerare è Vanilla Music. È un’app leggera e intuitiva, ideale per chi cerca un’esperienza semplice ma funzionale. Supporta diversi formati audio, include una gestione delle playlist, un equalizzatore e un’interfaccia minimalista.

Oppure AIMP, che offre un set di funzionalità avanzate pur mantenendo un’interfaccia user-friendly. AIMP supporta diversi formati audio, include un equalizzatore grafico, una funzione di gestione delle librerie e strumenti di mixaggio, rendendolo adatto sia agli utenti casuali che agli audiofili.

Music Player GO è un progetto open source che si concentra su leggerezza e semplicità. È ottimizzato per dispositivi con hardware più datato e consuma pochissime risorse.

Sono solo alcuni esempi. Consideriamo questa guida un punto di partenza, poi sta a noi esplorare il mondo dell’open e cercare le alternative per i nostri servizi e app più usati.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti