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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Il cambiamento climatico sta modificando anche il modo in cui le economie definiscono e gestiscono il rischio. Negli ultimi decenni istituzioni, imprese, assicuratori e mercati hanno sviluppato strumenti per prevedere i costi di un pianeta più caldo, trasferire le perdite, finanziare la riduzione delle emissioni o compensare chi è esposto a condizioni ambientali più rischiose. Il modo in cui questo rischio viene misurato e distribuito può influenzare profondamente le risposte al cambiamento climatico.
È questo il terreno comune dei due nuovi Erc (European Research Council) Starting Grant assegnati alla Bocconi a Matthias Rodemeier e Grace Ballor, due ricerche che affrontano il rapporto tra clima ed economia da prospettive diverse. Il primo ricercatore, del Dipartimento di Finanza e del Centro di ricerca Baffi, metterà alla prova, con M4E – Market-Based Solutions for Environmental Challenges, la questione sul terreno dei mercati, studiando se strumenti come i crediti di carbonio e gli incentivi economici legati all’esposizione ambientale possano funzionare davvero e a quali condizioni. Ballor, del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche e del Centro di ricerca Dondena, con Eurisk – The History of Climate Risk Management in the European Union, ricostruirà la storia della gestione del rischio climatico in Europa dagli anni Novanta, interrogandosi su come la crescente attenzione ai costi economici del cambiamento climatico abbia interagito con gli obiettivi di mitigazione.
Il progetto M4E di Matthias Rodemeier studierà il ruolo sempre più ampio dei mercati privati in settori in cui la regolamentazione ambientale rimane incompleta. L’attenzione è rivolta a due categorie: i mercati di mitigazione, come quelli dei crediti di carbonio, che dovrebbero indirizzare capitali verso attività capaci di ridurre le emissioni, e i mercati di adattamento, che introducono incentivi economici per affrontare i rischi legati a inquinamento e ondate di calore. Il punto critico, in entrambi i casi, è la qualità delle informazioni disponibili a chi compra, vende o accetta un incentivo.
Nel caso dei crediti di carbonio, per esempio, chi acquista un carbon offset deve poter verificare che la riduzione delle emissioni dichiarata sia effettivamente avvenuta. Sul fronte dell’adattamento, invece, alcune imprese offrono una retribuzione aggiuntiva ai lavoratori disposti a operare durante le ondate di calore o in condizioni di forte inquinamento. Il rischio, evidenziato da sindacati e autorità di regolamentazione, è che un incentivo economico possa spingere lavoratori che non dispongono di informazioni adeguate sui rischi per la salute ad accettare un’esposizione eccessiva.
M4E cercherà di capire se una diversa progettazione dei mercati, attraverso maggiore trasparenza delle informazioni, sistemi di monitoraggio e contratti più efficaci, possa migliorarne i risultati ambientali e sociali. Un esperimento coinvolgerà circa 20mila fornelli ecologici e utilizzerà un sistema di monitoraggio basato sulla blockchain per verificare l’utilizzo effettivo dei dispositivi e le riduzioni reali delle emissioni associate ai crediti di carbonio. Altri esperimenti valuteranno se una consulenza personalizzata attraverso l’intelligenza artificiale possa aiutare imprese e consumatori a distinguere i crediti con maggiore impatto da quelli meno credibili. Il terzo filone porterà invece l’analisi sul mercato del lavoro italiano, attraverso i dati di oltre sette milioni di consegne di cibo. Combinando le informazioni sull’offerta di manodopera dei corrieri con i dati in tempo reale sull’inquinamento e sulla temperatura, Rodemeier svilupperà un nuovo meccanismo di pagamento algoritmico progettato per compensare equamente i lavoratori per i rischi per la salute ambientale, senza incoraggiare i lavoratori disinformati a esporsi eccessivamente a tali pericoli.