Sì alla moneta digitale ma con regole anti-rischio
di Donato Masciandaro
4' di lettura
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Il futuro prossimo della moneta sarà digitale: quali e quanti giocatori ci saranno in campo? Nell'interesse di tutti occorreranno come minimo due condizioni. La prima evitare i rischi di monopolio o di oligopolio nei pagamenti; per cui la moneta digitale dovrà essere emessa da almeno tre diversi soggetti: le banche centrali, le banche, ma anche le non banche, a partire dalle imprese del settore tecnologico per arrivare ai produttori di bitcoin. La seconda condizione è che dovranno essere evitate situazioni di asimmetria regolamentare tra i diversi emittenti. Altrimenti i rischi riguarderanno sia la stabilità monetaria sia quella finanziaria.
Quale sarà il destino della moneta? Le grandi imprese dell'economia digitale – come Apple, Amazon, Google, Facebook e Twitter – stanno esplorando con sempre maggiore velocità e profondità l'offerta di prodotti e servizi tradizionalmente forniti dal settore bancario. In parallelo si diffondono le cosiddette criptomonete, anch'esse generalmente prodotte al di fuori del perimetro bancario. Dunque il sistema dei pagamenti sarà sempre più interessato da novità – e questo è un bene – che non devono però mettere a rischio quei beni pubblici fondamentali che sono l'integrità e la stabilità di tale sistema. Occorre che la regolamentazione dia una risposta completa e immediata alle nuove sfide che nascono dall'intreccio tra tecnologia e moneta. La risposta più efficace si può riassumere in una espressione: concorrenza tra pubblico e privato.
Oggi l'unica moneta pubblica disponibile è il contante. Le banche centrali dovrebbero invece consentire a tutti di avere un conto corrente - per il deposito, non per il credito - presso di sé, emettendo moneta elettronica. In altri termini, la banca centrale emette delle carte prepagate. È essenziale che la banca centrale crei una linea esclusivamente di debito, non di credito. Il credito della banca centrale deve rimanere riservato alle banche, in quanto il processo di affidamento di credito presuppone capacità e conoscenze – e relativa assunzione del rischio – che è impensabile estendere a tutti i cittadini.
Emettere moneta digitale non deve significare diventare una banca di stato, stile sovietico.
Il contante dovrebbe continuare ad essere emesso, ma solo in biglietti di piccolo taglio. Inoltre, se ci si ponesse come obiettivo anche la progressiva riduzione dell'uso del contante, dovrebbero essere penalizzati i trasferimenti da moneta digitale a moneta cartacea, con una maggiore penalizzazione al crescere degli importi e della frequenza dei trasferimenti.

