L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
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Una nuova legge per i lombardi nel mondo. Regione Lombardia ha recentemente approvato il Progetto di legge “Norme per il sostegno e la valorizzazione dei lombardi nel mondo e della relativa mobilità internazionale”. Questo progetto mira non solo a sostenere e valorizzare i lombardi all’estero, ma anche a consolidare la cultura e l’identità lombarda. Una legge che affonda le radici nella legislazione lombarda: lo Statuto d’Autonomia della Lombardia, all’art. 6, “Rapporti internazionali e comunitari”, prevede che «la Regione sostiene e valorizza le comunità dei lombardi nel mondo». E per andare ancora più indietro l’importanza del ruolo di chi aveva lasciato la regione era stata riconosciuta da una legge regionale del 1975.
Ma dove vanno oggi i lombardi? Storicamente, l’emigrazione lombarda ha seguito le tendenze nazionali, con un incremento significativo negli ultimi quindici anni. Dal 2011 al 2020, si è registrato un aumento del 210% degli espatri dall’Italia, con una crescita particolarmente marcata nel Centro-Nord (+194,5%). In questo contesto, la Lombardia si conferma al primo posto per partenze, con il 19% delle partenze nazionali nel 2021 e il 18,8% nel 2022. In termini assoluti, la Lombardia è seconda solo alla Sicilia per numero di espatriati iscritti all’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), con 610.952 unità nel 2022.
L’emigrazione moderna è caratterizzata da progetti migratori più fluidi e mutevoli rispetto al passato. I migranti lombardi comprendono un numero crescente di giovani e persone con un alto livello di istruzione. Nel 2020, un italiano su quattro che emigra possiede almeno una laurea. Questo trend si è intensificato negli ultimi anni, con un aumento del 17% dei laureati espatriati rispetto a cinque anni prima. Un’altra tendenza emergente è l’aumento delle giovani donne con elevata istruzione che scelgono di trasferirsi all’estero.
I giovani tra i 25 e i 34 anni rappresentano una parte significativa degli espatriati. Nel 2020, circa 40.000 giovani italiani in questa fascia d’età hanno lasciato il Paese, di cui due su cinque con almeno una laurea. Nonostante la pandemia, la percentuale di laureati tra gli espatriati è rimasta elevata, con il 45,7% nel 2021.
Accanto ai flussi migratori verso l’estero, si osservano anche significativi flussi di ritorno. Nel 2022, la Lombardia ha registrato il maggior numero di rientri, con 14.000 iscrizioni all’AIRE, pari al 19% del totale nazionale. Questo fenomeno riflette la dinamicità e il carattere circolare della nuova mobilità, attratta dalle opportunità socioeconomiche offerte dalla Lombardia.