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Fotovoltaico o solare a concentrazione? Non è una sfida, ma un confronto tra i due sistemi per la produzione di energia green al centro di uno studio compiuto dai ricercatori dell’Enea in cui emergono le peculiarità dei due sistemi che, nell’ambito della transizione energetica e nei processi di decarbonizzazione, «possono essere complementari».
I ricercatori (i risultati sono stati pubblicati su Energies) hanno analizzato il potenziale solare dell’intero territorio nazionale, calcolando la radiazione globale e quella diretta, i due indicatori utilizzati per valutare rispettivamente il potenziale del fotovoltaico e del solare a concentrazione.
I risultati, emerge dallo studio, «evidenziano nette differenze tra Nord e Sud: la radiazione globale presenta valori medi annui generalmente compresi tra 1400 e 1900 kWh per metro quadrato, con livelli più bassi nelle aree alpine e settentrionali (inferiori a 1300 kWh/m²) e più elevati al Sud e nelle isole (con picchi di oltre 1900 kWh/m²)». Anche la radiazione diretta mostra una marcata variabilità territoriale, con i valori più elevati in Sicilia, Sardegna e nelle regioni meridionali.
«Tuttavia, rispetto alla radiazione globale, quella diretta è più variabile e sensibile alle condizioni atmosferiche e alla conformazione del territorio - sottolinea Giampaolo Caputo, coautore dello studio e ricercatore del dipartimento tecnologie energetiche e fonti rinnovabili dell’Enea -: si tratta di un aspetto rilevante nella scelta dei siti più adatti al solare a concentrazione, per il quale un valore di radiazione diretta superiore a circa 1800 kWh/m² anno rappresenta un primo indicatore di convenienza».
Lo studio, inoltre, ha confrontato un impianto solare a concentrazione e un impianto fotovoltaico da 1 MW di potenza, attraverso simulazioni condotte in quattro località rappresentative del territorio italiano: Montalto nel Lazio, Val Basento in Basilicata, Ferrara in Emilia-Romagna e Priolo in Sicilia. «Nel caso del solare a concentrazione, Priolo mostra le migliori prestazioni durante tutto l’anno, con un fattore di capacità (rapporto tra energia effettivamente prodotta e quella massima producibile dall’impianto) che nei mesi estivi raggiunge il 78% e resta elevato anche nelle stagioni intermedie -viene evidenziato nello studio -. Di conseguenza, è anche il sito con la maggiore produzione elettrica mensile, con picchi di 530-570 MWh tra luglio e agosto, e con la produzione annua più alta circa 4100 MWh».