Si alza il sipario su Ecomondo, crocevia dell’economia circolare
Da oggi fino al 7 novembre attesi a Rimini più di 1.700 aziende e 350 buyer da 66 Paesi. Focus anche sui 200 convegni sulle novità della tutela ambientale, dalle tecnologie alla normativa
di Natascia Ronchetti
2' di lettura
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Non è più solo un evento legato al trade. Da tempo è un luogo di confronto e dibattito internazionale sui grandi temi che riguardano l’ambiente. Da come ripristinare gli habitat compromessi dalla mano dell’uomo ai nuovi sistemi osservativi capaci di prevedere gli eventi climatici estremi e di ridurne l’impatto. A Ecomondo, la manifestazione promossa da Italian Exhibition Group alla Fiera di Rimini, la conferma arriva dagli oltre 200 convegni che esplorano le questioni cruciali nell’ambito della sostenibilità, mettendo in collegamento imprese, istituzioni e mondo accademico. «In uno scenario espositivo che rappresenta tutte le principali filiere industriali, il nostro obiettivo è quello di presentare tutto ciò che c’è di nuovo sul fronte della tutela dell’ambiente: dalle nuove tecnologie alle normative, per arrivare alla policy europea», dice Fabio Fava, docente di Bioeconomia ed economia circolare all’Università di Bologna e presidente del comitato tecnico scientifico di Ecomondo. La parte convegnistica integra la parte espositiva, costituita da trenta padiglioni, per un totale di 166 mila metri quadrati, dove da oggi fino al 7 novembre, saranno presenti più di 1.700 aziende, delle quali il 20% straniere. Al salone, evento di riferimento in Europa per l’economia circolare, sono attesi inoltre 350 buyer provenienti da 66 Paesi, oltre a trenta delegazioni e a 90 associazioni internazionali. «Ci sono convegni dedicati all’attività di ricerca e sviluppo e all’innovazione, ai finanziamenti europei, alle start up innovative, all’internazionalizzazione, alla comunicazione, che è fondamentale, alla formazione», prosegue Fava. Temi trasversali che riguardano tutti i settori rappresentati alla manifestazione. «Il nostro compito è ambizioso – osserva Fava -: vogliamo suscitare attenzione verso questioni che stanno diventando sempre più dirimenti». Quali sono allora questi temi? Ci sono molti ambienti, terrestri e acquatici, che hanno già subito l’impatto dell’intervento dell’uomo. Si tratta di capire come ripristinarli, cosa che riguarda sia la difesa del suolo sia quella del mare. C’è poi la questione relativa a come utilizzare le biomasse nel settore alimentare e quella che esplora tutte le nuove tecnologie e conoscenze a salvaguardia dell’ambiente per prevenire gli eventi estremi, che sono sempre più frequenti. Poi, ecco il convegno per illustrare i parametri per misurare il rilascio di anidride carbonica e quello che affronta la questione della gestione, nelle città, delle risorse idriche e del ciclo dei rifiuti. All’orizzonte c’è anche una nuova scommessa. «Riguarda un sistema industriale che dovrebbe riparare e riprogettare i prodotti, facendo un upgrade, per poi rimetterli sul mercato – spiega Fava -. Una realtà importante che in Europa deve ancora crescere». Tra i partner che hanno collaborato alla definizione del palinsesto convegnistico ci sono, tra gli altri, la Spatial Agency, la Commissione europea, l’Agenzia Ue per l’ambiente, la Fao, l’Ocse. Un programma che è anche a corollario degli Stati generali della green economy (la due giorni è prevista oggi e domani), che rappresentano il fulcro del dibattito politico di Ecomondo. «In tutti i casi l’obiettivo è quello di affiancare le imprese nel percorso di innovazione in chiave sostenibile – aggiunge Fava -. Le filiere industriali devono diventare sempre più circolari per diminuire l’impatto dei processi produttivi sull’ambiente».


