Shopping a Hangzhou, la megalopoli cinese dove vivono 13 milioni di persone
Un negozio-galleria dove ogni abito è l’occasione di un viaggio intorno al mondo, dai capi europei ai gioielli orientali, dalle ceramiche parigine alle borse made in Italy.
di Lisa Corva
2' di lettura
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Seeker Narrator a Hangzhou, megalopoli cinese di 13 milioni di persone, è un negozio-galleria il cui nome è un manifesto. «Siamo Seeker, cercatori, e Narrator, narratori di storie», spiegano Jun Lyu e Nina Miao, le fondatrici. «Cerchiamo di raccogliere e portare qui le meraviglie sparse nel mondo. Ma scegliamo quelle che racchiudono un racconto che vale la pena ascoltare. Partiamo dalla moda, da due brand di cui ci siamo innamorate: l’italiana Daniela Gregis (da 600 a 3.100 euro) con i suoi tessuti, uno in particolare che cattura le sfumature del cielo, dal blu al nero notte. Quest’anno ha anche un’incredibile collezione in bianco. Da Parigi, Casey Casey Orsan, la nuova linea dello stilista francese che prende ispirazione dall’antico monastero Prieuré d’Orsan, dove ora vive. Un capolavoro la gonna, che si svela quando la tocchi e la indossi perché diventa quasi un movimento di danza (da 600 a 1.200 euro).
E poi abbiamo piccoli brand indipendenti giapponesi, come Aodress e Sugri, francesi, come Sophie Digard, Manuelle Guibal. E tanti italiani: Sciuscià, le borse di Tagliovivo, Silvana Manetti, Boboutic, Bergfabel, Album di Famiglia». Un marchio cinese interessante, secondo voi? «Kreuzzz, di Danielle Hu (da 90 a 800 euro per i pezzi custom-made). Laureata al Duncan of Jordanstone College of Art & Design in Scozia, lì ha scoperto la tecnica dell’infeltrimento a mano e il potenziale scultoreo delle fibre naturali, che ha poi applicato ai cappelli. A questa si aggiunge l’iconica tecnica della lavorazione della lacca, detta Laquier, tipica della sua città natale, Fuzhou: la lacca è un materiale che non si trova nella produzione occidentale di cappelli, ma secondo lei è perfetto per la sua leggerezza, soprattutto se in combinazione con il patchwork di tessuto di ramiè, la seta vegetale, un altro materiale tipicamente orientale». Da Seeker Narrator ci sono anche gioielli, come quelli dei giapponesi Rusty Thought (da 200 a 500 euro) e qualche novità per la casa: per esempio, le ceramiche parigine di Carron (da 100 a 800 euro), le spazzole svedesi di Iris Hantverk (da 15 a 50 euro), le posate inglesi di David Mellor, le ciotole e i piatti in vetro Fresco dal Giappone, le ceramiche so seen grass dell’artista cinese Minjing (da 40 a 100 euro).
E per scoprire Hangzhou? «La nostra città è vibrante, fonde tecnologie d’avanguardia con una storia millenaria. È un global hub per la digital economy, qui ci sono le sedi centrali di Alibaba e DeepSeek, la nota company cinese di IA. Il cuore è il Grande Canale Pechino-Hangzhou, il corso d’acqua artificiale più antico e più lungo del mondo, 1.794 chilometri in sei province collega cinque grandi sistemi fluviali: Hangzhou era il capolinea meridionale. Seeker Narrator è a Canal Heaven, un vivace mix di arte, negozi e locali in un contesto industriale rivitalizzato. Basta poi salire su un vaporetto per ammirare gli Hushu Eight Sceneries, luoghi panoramici celebrati nei secoli da poeti e imperatori».










