Shiseido vuole crescere in Usa ed Europa con lo skincare
di Giulia Crivelli
3' di lettura
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Il Giappone è il Paese delle cerimonie, dei simboli e delle tradizioni millenarie che il tempo – persino quello rivoluzionato da Internet – non è riuscito a diluire o indebolire. Ma il Giappone è anche il Paese della tecnologia ed è stabilmente tra i primi tre che investono di più al mondo: secondo il Global R&D Funding Forecast nel 2021 sarà al terzo posto dopo Cina e Stati Uniti come cifra totale (oltre 182 miliardi di dollari), ma il primo in percentuale sul Pil (3,5% contro l’1,98% della Cina e il 2,88% degli Stati Uniti).
Queste due anime – una legata alla tradizione, l’altra proiettata nel futuro e guidata dalla scienza – si ritrovano in ogni azienda giapponese, non importa quanto piccola (o grande) sia. Come dimostra il caso Shiseido, tra i primi cinque colossi mondiali della cosmetica e leader considerando “solo” l’Asia: l’azienda fondata nel 1872 a Tokyo sottolinea da sempre il suo legame con Ginza, il cuore della capitale, e allo stesso tempo investe in laboratori e progetti di ricerca in tutto il mondo.
Nel 202o il fatturato ha superato i 920 miliardi di yen (oltre 7 miliardi in euro) e Shiseido è oggi presente in 120 Paesi: nonostante queste cifre da multinazionale, che si aggiungono a quella del numero di nazionalità tra i 46mila dipendenti (100), l’azienda, a differenza di altri colossi americani o europei, resta orgogliosamente concentrata sulla cura della pelle, con un posizionamento nel medio-alto di gamma. In febbraio ha firmato un accordo per cedere al fondo Cvc il business nei prodotti per l’igiene e la bellezza rivolti al grande pubblico (operazione da 1,3 miliardi di euro), mentre a fine agosto i marchi di make-up Buxom, BareMinerals e Laura Mercier sono stati venduti alla AI Beauty Holding, società di un altro fondo di private equity, Advent International, per 700 milioni di dollari.
In una recente intervista a Financial Times, il ceo Masahiko Uotani ha spiegato di voler diminuire la quota di fatturato legata alla Cina (il 30% nel primo semestre 2021), facendo crescere, in percentuale, le vendite in Europa e Stati Uniti, Paesi dove Shiseido non esclude di fare acquisizioni. «Riteniamo che il potenziale a lungo termine sia molto elevato in Cina e vogliamo cogliere questa opportunità – ha detto Uotani al quotidiano britannico il 17 ottobre –. Ma con l’aumentare della nostra dipendenza da quel mercato, dobbiamo porci interrogativi sui possibili imprevisti e per questo aumenteremo gli sforzi in Europa e America».
Tra le recenti novità di Shiseido per il mercato europeo (e italiano, dove il lancio è stato fatto alla fine di settembre), le più importanti riguardano la linea anti-age Ultimune, che a oggi ha vinto oltre 200 premi di settore. Il passo ulteriore è dato dalla tecnologia ImuGenerationRED con Lifeblood, che agisce sulla microcircolazione anche grazie all’estratto di houttuynia cordata (Shiseido punta da sempre su ingredienti botanici), che favorisce l’apporto di nutrienti essenziali a ogni cellula della pelle, preservandone – assicura il marchio giapponese – giovinezza e la bellezza.


