Cronaca

Maxi blitz contro i clan degli ultras di Milan e Inter. Indagato il consigliere regionale Palmieri

Arresti e perquisizioni a Milano negli ambienti del tifo. Nei guai Luca Lucci, che si fece fotografare con Salvini, e Christian Rosiello, bodyguard di Fedez

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Sono complessivamente una quarantina gli indagati nell’inchiesta che oggi ha portato agli arresti di 19 persone tra i capi delle curve di Milan e Inter. Tra di loro non vi sono dipendenti o dirigenti delle società che, come spiegato dal procuratore di Milano Marcello Viola, risultano “persone offese”.

Tra gli indagati nell’inchiesta della Procura di Milano sulle curve ultrà c’è Manfredi Palmeri, consigliere regionale lombardo eletto con la lista di Letizia Moratti e consigliere comunale a Milano in una lista di centrodestra. È accusato di corruzione tra privati in una tranche per i suoi rapporti con un imprenditore interessato, si legge nell’ordinanza del gip, a «garantirsi l’aggiudicazione dell’appalto» per i parcheggi dello stadio di San Siro. «Adesso io a Manfred comunque gli ho comprato già il quadro è!! sono 10.000 di quadro!!», diceva Gherardo Zaccagni, «gestore» di parcheggi e finito ai domiciliari per altre imputazioni.

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La Procura di Milano ha avviato anche un cosiddetto «procedimento di prevenzione» nei confronti di Inter e Milan, società non indagate ma che dovranno dimostrare, in un contraddittorio, di aver reciso i legami con il mondo ultrà, soprattutto sul fronte della gestione dei biglietti per le partite. Altrimenti si potrebbe arrivare, davanti alla Sezione misure di prevenzione del Tribunale, a un provvedimento di amministrazione giudiziaria.

Le indagini «hanno evidenziato che la Società interista si trova in una situazione di sudditanza nei confronti degli esponenti della Curva Nord, finendo, di fatto, per agevolarli seppur obtorto collo». Indagini su questo fronte che si sono concentrate soprattutto negli anni «2019 e 2020, ma la situazione, ad oggi, non è per nulla mutata (se non peggiorata)». Lo si legge nell’ordinanza del gip di Milano Domenico Santoro.

Gli agenti del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, della Squadra Mobile e della Sisco di Milano hanno eseguito 19 misure cautelari e decreti di perquisizione nei confronti di persone indagate a vario titolo per associazione a delinquere, con l’aggravante del metodo mafioso, estorsione, lesioni e altri gravi reati. Gli indagati sono quasi tutti riconducibili alle tifoserie ultras di Inter e Milan e i reati connessi al giro d’affari legato al contesto calcistico.

Tra gli ultras coinvolti nel maxi blitz della Polizia e della Guardia di Finanza, che ha portato a decine di misure cautelare e perquisizioni, ci sono, tra gli altri, uno dei capi ultrà interisti, Marco Ferdico, molto legato ad Antonio Bellocco, lo ’ndranghetista ucciso il 4 settembre da Andrea Beretta, anche lui al vertice della curva nerazzurra e in carcere per omicidio. E poi Luca Lucci, capo degli ultras milanisti, già condannato per droga e noto perché si fece fotografare nel 2018 con l’allora vicepremier Matteo Salvini alla festa per i 50 anni della Curva Sud. In più anche Christian Rosiello, bodyguard del cantante Fedez.

Procura Figc chiede atti a procura Milano

Si è già attivata anche la giustizia sportiva per l’inchiesta giudiziaria di Milano sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle curve di Inter e Milan. Il procuratore federale della Figc, Giuseppe Chinè, sta infatti chiedendo in queste ore - apprende l’ANSA - ai pm della Procura della Repubblica di Milano l’ordinanza di custodia cautelare e gli atti di indagine non coperti da segreto. L’intento é verificare eventuali condotte “rilevanti” per l’ordinamento sportivo, da parte delle due società o di loro tesserati.

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