Sfruttare i dati satellitari per anticipare i rischi climatici
L’intelligenza artificiale aiuta a prevedere gli eventi meteo estremi in nome dell’Agenda Onu 2030. Le startup (come Eoliann) pioniere del cleantech
4' di lettura
I punti chiave
- L’attività di Eoliann
- Le azioni globali
- Green intelligence
4' di lettura
Mappare la deforestazione, individuare i cambiamenti nella struttura degli iceberg, potenziare la gestione intelligente e ottimizzata dei rifiuti e, soprattutto, prevedere e arginare disastri ambientali potenzialmente letali. Oggi la potenza dell’Intelligenza artificiale (IA) nel processare enormi quantità di dati e nel supportare le decisioni umane sta trasformando molti settori, ma promette di fare ancora di più: salvaguardare l’ambiente e la nostra stessa sopravvivenza.
È l’intuizione alla base di Eoliann, startup torinese nata da un’idea semplice ma rivoluzionaria: sfruttare i dati satellitari e l’intelligenza artificiale per stimare la probabilità e l’impatto di catastrofi naturali. Una possibilità strategica e di supporto nella gestione dei rischi climatici per istituzioni finanziarie, società di infrastrutture e compagnie assicurative, ma anche un’occasione preziosa per la lotta al cambiamento climatico e alla salvaguardia del pianeta.
Il tema è più che mai caldo. Il recente lancio di un Consiglio consultivo sull’IA guidato dalle Nazioni unite ha infatti promosso l’utilizzo dei sistemi di apprendimento automatico per trovare soluzioni alle sfide comuni e accelerare e ampliare gli sforzi per realizzare gli ambiziosi obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.
L’attività di Eoliann
La startup torinese basa la sua attività sull’analisi strategica e puntuale dei dati satellitari. «Raccogliamo gli studi di tutta Europa e alleniamo i nostri modelli su dati satellitari che di mese in mese possono rispecchiare più fedelmente lo stato attuale del territorio e del clima», spiega Chiara Mugnai, Co-founder e Chief data scientist di Eoliann, sottolineando come in passato i satelliti venissero utilizzati principalmente solo per raccogliere dati a breve termine per scopi militari e meteorologici. «Con il tempo, le agenzie spaziali e i centri di ricerca hanno accumulato una mole di dati molto sostanziosa e omogenea e oggi questa visione prospettica ci permette di applicare algoritmi di Intelligenza artificiale che valutano l’evoluzione lenta ma continua del sistema Terra», dice Chiara Mugnai. Recentemente, il volume di tali dati è esploso, con oltre 100 terabyte di immagini satellitari raccolti quotidianamente, e in quest’ottica l’Ia è fondamentale per organizzare e ridimensionare questa vasta quantità di dati.



