Tecnologia&Clima

Sfruttare i dati satellitari per anticipare i rischi climatici

L’intelligenza artificiale aiuta a prevedere gli eventi meteo estremi in nome dell’Agenda Onu 2030. Le startup (come Eoliann) pioniere del cleantech

di Claudia La Via

4' di lettura

I punti chiave

  • L’attività di Eoliann
  • Le azioni globali
  • Green intelligence

4' di lettura

Mappare la deforestazione, individuare i cambiamenti nella struttura degli iceberg, potenziare la gestione intelligente e ottimizzata dei rifiuti e, soprattutto, prevedere e arginare disastri ambientali potenzialmente letali. Oggi la potenza dell’Intelligenza artificiale (IA) nel processare enormi quantità di dati e nel supportare le decisioni umane sta trasformando molti settori, ma promette di fare ancora di più: salvaguardare l’ambiente e la nostra stessa sopravvivenza.

È l’intuizione alla base di Eoliann, startup torinese nata da un’idea semplice ma rivoluzionaria: sfruttare i dati satellitari e l’intelligenza artificiale per stimare la probabilità e l’impatto di catastrofi naturali. Una possibilità strategica e di supporto nella gestione dei rischi climatici per istituzioni finanziarie, società di infrastrutture e compagnie assicurative, ma anche un’occasione preziosa per la lotta al cambiamento climatico e alla salvaguardia del pianeta.

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Il tema è più che mai caldo. Il recente lancio di un Consiglio consultivo sull’IA guidato dalle Nazioni unite ha infatti promosso l’utilizzo dei sistemi di apprendimento automatico per trovare soluzioni alle sfide comuni e accelerare e ampliare gli sforzi per realizzare gli ambiziosi obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

L’attività di Eoliann

La startup torinese basa la sua attività sull’analisi strategica e puntuale dei dati satellitari. «Raccogliamo gli studi di tutta Europa e alleniamo i nostri modelli su dati satellitari che di mese in mese possono rispecchiare più fedelmente lo stato attuale del territorio e del clima», spiega Chiara Mugnai, Co-founder e Chief data scientist di Eoliann, sottolineando come in passato i satelliti venissero utilizzati principalmente solo per raccogliere dati a breve termine per scopi militari e meteorologici. «Con il tempo, le agenzie spaziali e i centri di ricerca hanno accumulato una mole di dati molto sostanziosa e omogenea e oggi questa visione prospettica ci permette di applicare algoritmi di Intelligenza artificiale che valutano l’evoluzione lenta ma continua del sistema Terra», dice Chiara Mugnai. Recentemente, il volume di tali dati è esploso, con oltre 100 terabyte di immagini satellitari raccolti quotidianamente, e in quest’ottica l’Ia è fondamentale per organizzare e ridimensionare questa vasta quantità di dati.

Il team di Eoliann

Le azioni globali

Oggi, inoltre, i satelliti sono dotati di sensori più avanzati che permettono risoluzione più alta, e sono in grado di captare segnali molto più informativi sullo stato delle acque, del terreno e dell’atmosfera. Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) delle Nazioni unite, queste tecnologie offrono capacità senza precedenti di elaborare enormi volumi di dati, estrarre conoscenze significative e migliorare i modelli predittivi che possono aiutare le comunità e le autorità a elaborare strategie efficaci di adattamento e mitigazione. In ambito globale diverse agenzie delle Nazioni unite già oggi possono supportare, con l’analisi predittiva, alcune comunità vulnerabili nei Paesi sottosviluppati, anche per portare avanti azioni anticipate da integrare nei programmi umanitari. Molte iniziative su scala globale basate sull’IA, stanno inoltre puntando sulle aree ad alto rischio e alimentando i piani di risposta locali e nazionali. Per le aree soggette a frane, ad esempio, la mappatura può aiutare le autorità locali a pianificare e implementare misure di sviluppo sostenibile, ridurre i rischi e garantire la sicurezza dei residenti nelle comunità vulnerabili.

In questo contesto, l’Onu ha lanciato l’iniziativa AI4Climate Action, che mira a esplorare il ruolo dell’intelligenza artificiale per promuovere e ampliare soluzioni climatiche trasformative per azioni di mitigazione e adattamento soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Sfruttare i benefici dell’Ia fa parte anche dell’iniziativa “Allerta Precoce per Tutti”, lanciata dal segretario generale delle Nazioni unite. Varato all’inizio di quest’anno, il piano d’azione mira a garantire che tutti sul pianeta siano protetti da eventi meteorologici, idrici o climatici pericolosi attraverso sistemi di allerta precoce entro la fine del 2027.

Il tema non è solo prevedere un fenomeno climatico che può rivelarsi disastroso, ma anche la tempistica con la quale è possibile conoscerlo e quale potrebbe essere il margine di intervento. «Nel lungo termine si può decidere come agire: se sappiamo che una zona è ad alto rischio possiamo tutelarci con prodotti assicurativi o prevedere delle infrastrutture che ne abbassino il rischio, com’è stato fatto con i bacini di laminazione in Veneto, che hanno evitato danni ancora più ingenti questa primavera», precisa Roberto Carnicelli, co-founder e Ceo di Eoliann. «Nonostante il clima stia cambiando molto velocemente, noi cerchiamo di muoverci ancora più rapidamente. Il nostro prodotto è in continuo sviluppo, con algoritmi sempre più avanzati e accurati», conclude, sottolineando come al momento Eoliann stia, tra le altre cose, lavorando a un progetto Pnrr che prevede lo sviluppo di un modello avanzato per il rischio frane e il suo impatto sul sistema stradale.

Green intelligence

L’intelligenza artificiale, però, non è solo uno strumento di previsione. L’Economist ha coniato il termine “Green Intelligence” per descrivere l’utilizzo dell’Ia applicata all’ambiente anche adottando un approccio tecnologico sostenibile. Che si tratti di migliorare il riciclaggio, accelerare le energie rinnovabili o monitorare gli ecosistemi, le applicazioni sono infinite. Tuttavia, l’Ia non è una panacea. Oltre alle potenzialità tecnologiche, fino a oggi inimmaginabili, servono politiche complete e un rinnovato impegno ambientale per far sì che la “Green intelligence” possa diventare una rivoluzione sostenibile. Cambiando, in meglio, il nostro futuro ambientale.

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