Defence

Settore difesa a passo veloce, Leonardo guarda a opportunità Michelangelo Dome

La nuova architettura aerea e missilistica del gruppo dovrebbe essere sottoposta a test operativi in Ucraina entro la fine dell’anno

Foto: Reuters/Toby Melville

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Acquisti sui titoli della difesa a Piazza Affari, con Avio , Fincantieri e Leonardo tutte in aumento attorno a un punto. Su Leonardo Banca Akros conferma giudizio e target, e si sofferma in particolare sul Michelangelo Dome, la nuova architettura di difesa aerea e missilistica del gruppo, che dovrebbe essere sottoposta a test operativi in Ucraina entro la fine dell’anno.

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"Si stima che 20 clienti siano interessati a Michelangelo Dome, mentre Leonardo sta collaborando con Mbda per ampliare i sistemi d'arma disponibili per lo scudo aereo", scrivono gli analisti. Il gruppo "prevede che lo scudo aereo genererà circa 21 miliardi di euro di opportunità commerciali in un decennio", con un impatto al 2030 "stimato in circa 6 miliardi di euro". Il sistema permette di collegare diversi apparati di difesa esistenti in un’unica infrastruttura di comando, anche se "potrebbero sorgere ostacoli all'implementazione a causa dei diversi standard di comunicazione delle apparecchiature militari", sottolinea Banca Akros. Dopo i test in Ucraina sono previste valutazioni Nato dal 2027, mentre la piena integrazione nei sistemi di difesa Nato e Ue è indicata entro il 2030.

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A sostenere il quadro per Leonardo c’è inoltre il memorandum d’intesa firmato dalla controllata Leonardo Drs con Space42, società degli Emirati attiva nelle tecnologie spaziali e nell’intelligenza artificiale. L’accordo punta a combinare i sistemi di missione C5isr di Leonardo Drs con le comunicazioni satellitari sicure e la connettività Beyond Line of Sight di Space42 per sviluppare sistemi di sicurezza nazionale di nuova generazione negli Emirati.

Sul resto del comparto contribuisce in parte il collegamento industriale con Thyssenkrupp (+1,3% a Francoforte), attiva nella difesa navale attraverso Marine Systems. Nel terzo trimestre il gruppo tedesco ha riportato ricavi in aumento dell’8% a 8,8 miliardi di euro ed Ebit rettificato in crescita del 18% a 183 milioni, tornando a un utile netto di 34 milioni dalla perdita di 255 milioni di un anno prima. Il gruppo ha inoltre alzato il limite inferiore della guidance sull’Ebit rettificato annuale a 600-900 milioni dai precedenti 500-900 milioni.

Resta però un elemento di cautela sugli ordini: nel trimestre Thyssenkrupp ha registrato acquisizioni per 7,7 miliardi, dai 10,1 miliardi dell’anno precedente. La flessione è spiegata soprattutto dal confronto con un trimestre che aveva beneficiato di importanti commesse della divisione Marine Systems, tra cui due sottomarini destinati al Sud-est asiatico e un contratto di assistenza per la Marina tedesca.

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