(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il settore automobilistico europeo finisce nel mirino delle vendite dopo il profit warning lanciato da Bmw . In calo a Francofote anche Mercedes-Benz Group e Volkswagen. A Parigi perdono terreno Renault, mentre a Milano scivola Stellantis . Il titolo ha arginato le perdite dopo l'annuncio della collaborazione del gruppo con Wayve e Uber per esplorare congiuntamente lo sviluppo e l’implementazione su scala globale di robotaxi di livello 4, ossia senza conducente.
Alla vigilia, invece, a mercati chiusi, la tedesca Bmw ha annunciato un profit warning sui conti del 2026, spiegando che il mercato cinese continua a mostrare segnali di debolezza e che nel secondo trimestre ha registrato un'ulteriore decelerazione, soprattutto nel comparto dei veicoli non elettrici. La casa automobilistica ha inoltre sottolineato che la crisi in Medio Oriente sta avendo un impatto negativo sull'attività, con conseguenze peggiori rispetto alle ipotesi iniziali sia sui prezzi dell'energia, sia sulla fiducia dei consumatori a livello globale. Di conseguenza, la casa auto, pur intensificando il programma di riduzione dei costi già in corso, mette in conto un impatto negativo sui risultati del 2026. In particolare, il gruppo prevede ora consegne in lieve calo entro fine anno, mentre in precedenza puntava a una sostanziale stabilizzazione. Anche l'utile ante imposte, ha avvertito il management, diminuirà in modo significativo, rispetto alla precedente indicazione di un calo moderato. Il free cash flow del segmento auto è ora atteso a oltre 2,5 miliardi di euro e non più sopra i 4,5 miliardi stimati in precedenza.
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Le indicazioni fornite dai vertici di Bmw stanno scuotendo l'intero comparto automobilistico perché delineano uno scenario che va oltre le problematiche specifiche del gruppo tedesco e riguarda il settore nel suo complesso. Gli investitori iniziano così a scontare la possibilità che, dopo Bmw, anche altre case auto possano rivedere al ribasso le proprie previsioni per il 2026. «Per Stellantis non ci sono implicazioni dirette legate al rallentamento del mercato cinese, dato che il gruppo ha una presenza limitata nel Paese, pari a circa l'1% dei volumi complessivi. Restano però le preoccupazioni per la crescente pressione competitiva dei marchi cinesi, soprattutto in Europa, e per le conseguenze macroeconomiche della crisi in Medio Oriente», commentano gli analisti di Equita. La sim, pur non aspettandosi ulteriori revisioni delle stime sui costi dopo i maxi accantonamenti e i 'write-off' già registrati, mantiene un atteggiamento prudente: «pur ritenendo che in occasione dei risultati del secondo trimestre, in calendario il 30 luglio, la guidance per l'intero esercizio verrà confermata, non escludiamo pressioni sulle stime di consenso e soprattutto sulle nostre, che risultano più ottimistiche». La casa d'affari conferma pertanto il giudizio "Hold" su Stellantis, con target price a 7,6 euro. Anche Banca Akros ritiene che «l'impatto del profit warning di Bmw sia solo marginalmente negativo per Stellantis, poiché il gruppo genera soltanto circa l'1% delle vendite in Cina e nell'area Asia-Pacifico». Gli analisti ammettono però che «gli effetti negativi della crisi in Medio Oriente e il deterioramento del sentiment dei consumatori potrebbero continuare a rappresentare un ostacolo per il recupero della redditività di Stellantis».
Banca Akros conferma comunque la raccomandazione "Buy" sul titolo, con target price a 9 euro. Gli esperti avvertono invece che l'allarme lanciato da Bmw potrebbe avere effetti negativi su Brembo, su cui ad ogni modo mantengono il giudizio "Accumulate" e un prezzo obiettivo di 12 euro. La società di componenti auto ha infatti Bmw nella rosa dei principali clienti e in più occorre considerare che è esposta in Cina, area che rappresenta circa il 14% del fatturato. Possibili ripercussioni potrebbero emergere anche per Pirelli & C (la sim mantiene "Accumulate", con target price a 7 euro), dal momento che circa il 17% delle vendite del gruppo proviene dall'area Asia-Pacifico. Per quanto riguarda Ferrari ("Neutral", target price a 320 euro), invece, gli analisti non prevedono impatti significativi grazie al fatto che la Cina rappresenta circa il 7% delle consegne e alla maggiore flessibilità sui prezzi consentita dallo standing del marchio.
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