Entro gennaio

Sette carabinieri in partenza per il valico di Rafah: ecco tutti i dettagli della missione Ue

Il Consiglio Affari esteri della Ue ha annunciato la riattivazione della missione EUBAM-RAFAH. Nota congiunta Esteri - Difesa: «Invio di un contingente di personale dei Carabinieri entro la fine di gennaio: l’Italia parteciperà con 7 Carabinieri, dispiegati all’interno della missione, che si aggiungeranno ai 2 italiani già presenti nella missione»

di Redazione Roma

Il valico di Rafah

4' di lettura

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Oltre al Libano si delinea per i militari italiani un altro fronte nella crisi in Medioriente: un contingente dei carabinieri gestirà, tra le macerie e la miseria di Gaza, gli equilibri della tregua nella Striscia. Il Consiglio Affari esteri dell’Unione Europea ha annunciato la riattivazione – approvata dal Comitato Politico e di Sicurezza – della missione EUBAM-RAFAH, conosciuta come European Union Border Assistance Mission, presso il valico di Rafah, in corrispondenza dell’Egitto.

«La missione - spiega una nota congiunta Esteri - Difesa - è stata avviata su richiesta di Israele e dell’Autorità Palestinese, con il pieno sostegno dell’Egitto. La decisione di procedere al ridispiegamento della missione civile EUBAM-RAFAH - si legge ancora nel documento - rappresenta una misura concreta per sostenere il recente accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. L’obiettivo primario è di coordinare e facilitare il transito giornaliero fino a 300 feriti e malati, garantendo assistenza e protezione a persone vulnerabili in un contesto di emergenza umanitaria».

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L’Italia partecipa con sette carabinieri

I due ministeri «hanno disposto l’invio di un contingente di personale dei Carabinieri entro la fine di gennaio. Questo personale sarà integrato nella Forza di Gendarmeria Europea (EUROGENDFOR), a supporto della missione. In particolare, «l’Italia parteciperà con 7 Carabinieri, dispiegati all’interno della missione EUBAM, che si aggiungeranno ai 2 italiani già presenti nella Missione, e si farà inoltre carico del trasporto in teatro dell’intero contingente della Forza di Gendarmeria europea attraverso il Comando Operativo di Vertice Interforze della Difesa (COVI), che coordinerà il trasferimento e il dispiegamento nell’area di militari della Guardia Civil spagnola e di gendarmi francesi, che si uniranno alla forza internazionale. Il COVI - chiarisce anche la nota - sta già predisponendo tutte le misure necessarie per assicurare la piena operatività del contingente e il successo della missione». In totale i militari europei coinvolti saranno una ventina.

«Si stanno addestrando tutti, anche gli stranieri, a Vicenza e dovrebbero partire con un aereo militare italiano», ha spiegato il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, secondo cui l’iniziativa «è un passo avanti», che certifica il ritorno della presenza europea nell’area. «Mi auguro che possa, come probabile, esserci anche una presenza della polizia dell’Anp, che guarda caso è anche formata dai nostri Carabinieri», ha aggiunto il titolare della diplomazia italiana.

La missione europea

La missione Eubam è stata lanciata nel novembre 2005 per monitorare, come parte terza, il cruciale valico di Rafah, che unisce la Striscia di Gaza alla Penisola del Sinai. L’arrivo del governo targato Hamas a Gaza ne ha determinato la sospensione. Era il giugno del 2007 e in meno di due anni i militari e operatori inviati da Bruxelles avevano facilitato il percorso di quasi 450mila persone in entrambi i sensi del valico. «Il suo rilancio permetterà che un certo numero di persone ferite potranno lasciare Gaza e ricevere cure mediche», ha sottolineasto l’alto rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas.

Il rientro degli sfollati

La riattivazione di Eubam è giunta nel giorno del rientro di migliaia di sfollati verso Gaza Nord e a poche ore dalla contestatissima proposta di Donald Trump sul futuro della Striscia: svuotarlo, dirottando i suoi abitanti in Egitto e Giordania. Una proposta che, in Europa, sembra fare pochi proseliti. A respingerla seccamente, a margine del Consiglio Affari Esteri, sono stati i ministri di Spagna e Irlanda. Ma anche la Germania, che da un punto di vista diplomatico finora ha assunto posizioni nettamente più a favore del governo di Israele, ha sottolineato il suo “no” ad “espulsioni dalla Striscia”. La stabilità nella regione «richiede la soluzione dei due Stati e che i due Stati siano più eguali. Ed è per questo che stiamo supportando anche l’Anp per gli aiuti umanitari per Gaza, in modo che tutti i servizi siano forniti alle persone bisognose sul posto», ha affermato Kallas riassumendo la posizione dei 27.

Crosetto: «Carabinieri a Gerico solo con la totale sicurezza»

In parallelo alla partecipazione alla missione europea si è delineata negli ultimi mesi l’ipotesi di un ritorno dei militari itaiani a Gerico, in Cisgiordania, dove gli stessi sono stati impegnati fino a ottobre 2023 nell’addestramento dei poliziotti palestinesi, prima di ritirarsi a seguito delle crescenti tensioni in Palestina dovute all’invasione di Gaza da parte dell’esercito israeliano per gli attacchi di Hamas. Nei mesi scorsi il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva riferito della richiesta da parte degli Stati Uniti, per voce dell’ex Segertario di Stato Usa Antony Blinken, per l’invio di duecento carabinieri in quel territorio. Un’eventuale operazione di questo tipo esclude un conflitto in corso per la salvaguardia dei nostri uomini. «Abbiamo fatto tutte le valutazioni logistiche del caso - ha spiegato di recente Crosetto - . Abbiamo già mandato alcune persone per capire come potrebbero lavorare. Il tema però è che lo faremo quando saremo certi della loro sicurezza e di essere graditi da tutti gli interlocutori che ci sono nel campo. Non andremo mai a Gerico, non andremo mai in Palestina solo su richiesta di un grande Paese occidentale - ha aggiunto il ministro -, ci andremo quando sapremo che saremo accettati dagli israeliani, da tutti i palestinesi, da tutte le forze in campo. Andare a svolgere un’operazione di formazione di questo tipo si fa solo se sai di non andare in un teatro che poi si trasforma in un teatro di guerra in cui diventi la vittima. Ci andremo quindi con la totale sicurezza dei carabinieri che impiegheremo».

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