«Servono gli incentivi per aiutare le Pmi»
di Nino Amadore
2' di lettura
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«Vista la situazione ritengo sia necessario a questo punto introdurre misure per incentivare le imprese a intervenire sul fronte della cyber sicurezza». A parlare è Pierguido Iezzi, Ceo di Swascan, la società che ha fondato insieme a Raoul Chiesa e che ora fa parte del Gruppo Tinexta. Un invito, quello di Iezzi, a modernizzare un sistema che soprattutto nel Mezzogiorno mostra tutte le sue pericolosissime falle. Lui non lo dice ma sembra chiaro: una misura come il credito di imposta per chi investe in cybersicurezza potrebbe essere utile.
Vien da pensare che il cyber crime sia un problema solo per la grandi aziende e gli apparati pubblici.
Non è affatto così: il criminale cerca una porta da aprire per entrare e sulla porta non c'è scritta la dimensione del fatturato. Lui entra e si appropria dei tutto quello che ritiene utile, soprattutto i dati.
Quindi, lei dice, nessuno può sentirsi al sicuro.
Esatto: mentre per una grande azienda è relativamente più semplice perché ha risorse da investire in sicurezza e risorse per riappropriarsi dei dati che le sono stati sottratti. Per una Pmi tutto è molto più complicato sia per la prevenzione che richiede investimenti in infrastrutture e formazione dei dipendenti, sia nella fase successiva all’attacco quando il cyber criminale si presenta perché vuole il denaro.


