Servizio chiavi in mano per navi da crociera
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di Valeria Zanetti
2' di lettura
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Dopo un inizio altalenante, anche a causa delle difficoltà del mercato di riferimento, cioè l’arredo nel comparto della croceristica, la società cooperativa Kuni ha agganciato il trend di crescita del settore e oggi opera regolarmente in Italia e all’estero. «Nell’ultimo anno abbiamo acquistato un nuovo capannone con il supporto di Banca Etica (la produzione è stata spostata da Castagnaro, nel Veronese, a Badia Polesine, ndr) aperto il mercato delle strutture ricettive di lusso e raddoppiato il fatturato che è passato da due a oltre quattro milioni – racconta Mario Paiatto, presidente di Kuni - Sulla base della nostra esperienza, sono convinto che lo strumento dei Workers buyout sia da promuovere anche oltre il mondo cooperativo perché è l’unica via per salvaguardare pezzi significativi di economia e di imprenditorialità veneta che diversamente andrebbero dispersi. Fondamentale per noi è stato il supporto di Legacoop Veneto che ci ha insegnato a diventare imprenditori».
L’operazione di Wbo nasce nel 2014 dal fallimento di Morupa, azienda di Giacciano con Baruchella, in provincia di Rovigo, specializzata nella produzione di arredamenti in legno su misura sia per la casa che per il settore navale. L’attività è proseguita grazie alla volontà di nove lavoratori, che si sono costituiti in cooperativa. Oggi i soci, che poi sono diventati quattordici, sviluppano il business con sei dipendenti. Gli occupati a regime sono una ventina, quindi la metà degli addetti di Morupa (erano 38 persone). Kuni ha scommesso da subito sulle collaborazioni e in particolare sulla partnership con la coop Cofa di Saonara, nel Padovano, che produce arredi interni, realizzati in metallo, per navi da crociera. La sinergia fra i reparti – ufficio tecnico, falegnameria, verniciatura e carpenteria - delle due coop e la stretta collaborazione con alcune realtà produttive selezionate permette di offrire ai clienti un servizio “chiavi in mano”.
Inizialmente i soci hanno messo a capitale sociale 113.500 euro, rinunciando alla disoccupazione. In fase di avvio Kuni ha potuto contare su una prima tranche di finanziamento di 50mila euro erogata da Cfi. Ha chiesto e poi ottenuto da Veneto Sviluppo un contributo all’aumento di patrimonializzazione con l’apporto di capitale di rischio per 150mila euro. Nel 2015 Coopfond ha effettuato un nuovo intervento di finanziamento utilizzato per l’acquisto di macchinari e attrezzature.

