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Servizi immobiliari verso il consolidamento: +3,6% di fatturato nel 2024

di Margherita Ceci

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Se si mette da parte la battuta d’arresto del mercato nel 2020 causa pandemia, si vede una crescita costante dei servizi immobiliari nell’ultimo decennio. Non solo a livello generale, ma anche nei singoli comparti: tra il 2015 e il 2024 il fatturato dell’industria dei servizi in Europa ha registrato un aumento di quasi il 30%, con crescite nei vari segmenti che arrivano a toccare punte del 100% nel caso dell’Advisory & valuation.

E ora? Si va verso il consolidamento, con un +3,6% di fatturato (arrivato a quasi 450 miliardi nel 2024) rispetto al 2023. Sono alcuni dei dati dell’undicesimo Rapporto sulla filiera dei servizi immobiliari in Europa e in Italia, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con le principali società di settore e presentato a Milano nel corso del Secondo forum nazionale sull’industria dei servizi immobiliari.

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Un mercato che, a fronte di un quadro normativo in continua evoluzione e di un’innovazione spinta dalle ultime tecnologie, si sta mostrando sempre più solido. Tanto che, secondo i dati - quest’anno completamente rivisti dagli esperti, sia nelle statistiche che nelle segmentazioni - il 2025 potrebbe chiudere con un ulteriore +2,5 per cento. «All’interno dell’odierno scenario finanziario - ha sottolineato Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari - si stanno delineando dinamiche, tendenze e strategie che permettono di affrontare una serie di sfide derivanti dalla crescente complessità normativa, dalla volatilità dei mercati globali e dall’accelerazione imposta dal processo di digitalizzazione dell’economia. Innovazione tecnologica, dati alternativi, sostenibilità e cybersecurity costituiscono delle opportunità e presentano prospettive di crescita».

In Italia

Il fatturato del settore risulta in crescita anche nel nostro Paese, con 51,6 miliardi di euro nel 2024 (l’anno precedente erano 40 miliardi). La previsione per il 2025 è di un ulteriore aumento del +5,4 per cento.

Continua a consolidarsi anche il peso del settore delle costruzioni e delle attività immobiliari sul Pil nazionale: nel 2024 ha rappresentato il 20,7%, grazie anche a un incremento di 0,5 punti percentuali del peso del comparto dei servizi immobiliari. Se poi dal totale si toglie il 5,3% rappresentato dall’industria delle costruzioni, «si conferma la rilevanza delle altre attività immobiliari all’interno dello scenario economico nazionale», ha spiegato Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari in apertura del Forum. Queste infatti costituiscono «il 13,1% del Pil, a cui si somma una componente piuttosto rilevante di attività dedicate allo sviluppo immobiliare, ancora pari al 2,3 per cento».

 Sul versante occupazione, per quanto riguarda i soli servizi immobiliari, l’Italia conta oltre 350 mila addetti totali e 230mila imprese. Gli addetti diretti - ovvero le risorse interne all’azienda - sono pochi rispetto al numero totale: il 34,1%, poco meno di 120 mila unità, a fotografia di un mercato che tende ad avvalersi maggiormente di collaboratori esterni; tant’è che la percentuale degli addetti diretti sulla forza lavoro complessiva (0,3%) continua a essere inferiore alla media europea, così come risulta essere ancora molto bassa la dimensione media delle imprese, pari a 0,5 addetti per azienda.

In Italia infatti la percentuale di valore aggiunto riconducibile all’operato delle piccole imprese operanti nei servizi immobiliari, è del 93,6%, contro un 5,5% delle medie imprese e un 0,9% delle grandi.

Nel resto d’Europa

Ad avere un mercato composto prevalentemente da piccole (e micro) imprese è anche la Spagna, con l’88% di valore aggiunto lordo derivante dalle industrie dei servizi immobiliari sotto i 50 addetti. Anche il numero di imprese operanti nel settore è simile all’Italia: 230.700. Ma la percentuale di addetti interni è nettamente superiore, del 64,8%, con una percentuale sulla forza lavoro totale dello 0,7 per cento. Il fatturato 2024 si è attestato a quasi 50 miliardi, e le previsioni di crescita del fatturato dei servizi immobiliari per il 2025, raggiungono quota 8,6%, la stima più alta tra i vari Paesi.

Spostandoci in Germania, nel 2023 il peso del valore aggiunto derivante dalle medie imprese (50-249 addetti) è rimasto stabile al 13,5%, mentre quello delle grandi imprese è salito fino a superare il 16%, riallineandosi ai livelli e alle dinamiche di crescita rilevate tra il 2014 e il 2019. Il fatturato 2024 è il più alto tra i Paesi inseriti nell’analisi: 152 miliardi di euro, con una stima però di lieve decrescita (-1,1) per fine 2025.

Le grandi imprese (oltre 250 occupati) continuano invece a caratterizzare i mercati di Regno Unito e Francia, con quote percentuali rispettivamente superiori al 45 e al 40 per cento. Qui i fatturati 2024 hanno raggiunto rispettivamente i 94,4 miliardi e i 101 miliardi di euro, con stime di crescita a fine 2025 del 5,4 e dello 0,9 per cento.

I comparti

Scendendo nel dettaglio dei segmenti dei servizi immobiliari, le società di property management partecipanti al gruppo di lavoro di Scenari Immobiliari hanno registrato nel 2024 un fatturato complessivo vicino ai 310 milioni di euro, in crescita del 5,1% rispetto all’anno precedente, con oltre 1.580 addetti totali. Il comparto mantiene il peso principale nella distribuzione della forza lavoro, nonostante la riduzione delle attività di facility management a favore di asset management, due diligence e project management.

La progettazione ingegneristica e architettonica integrata supera i 145 milioni di euro di fatturato nel 2024, per circa 1.400 addetti complessivi. Le attività core vengono svolte quasi interamente all’interno delle strutture, mentre vengono esternalizzati servizi specialistici come ingegneria strutturale e impiantistica, pianificazione della mobilità e certificazioni di sostenibilità. I principali ambiti di intervento riguardano retail, uffici, healthcare e ricettivo, seguiti dal residenziale e, in misura minore, da logistica e data center.

Nel comparto dei servizi di consulenza e marketing per l’intermediazione, le società del gruppo di lavoro sviluppano nel 2024 un fatturato superiore ai 115 milioni di euro e impiegano più di 570 addetti. Il residenziale in vendita rappresenta l’asset class più trattata, seguita da uffici e retail, mentre le attività legate al capital market pesano per circa l’8% dei volumi complessivi.

Il project management conferma un ruolo centrale nel perimetro monitorato: le dieci società partecipanti sfiorano nel 2024 i 60 milioni di euro di fatturato, con una media di quasi 5,9 milioni per azienda. All’interno delle imprese del campione cresce inoltre il peso del property management, che arriva a rappresentare quasi un quarto del fatturato complessivo del segmento.

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