Servito un tris di dighe
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Tre dighe in 18 km: non è un record mondiale ma quasi. L’itinerario tra il bacino di Provvidenza e quello di Campotosto - vedi altimetria dettagliata - non ha asperità insuperabili (c’è da superare un dislivello di 330 metri distribuiti in 18 km) ma offre panorami indimenticabili sul Gran Sasso e la possibilità, con poche pedalate, di apprezzare lo sviluppo dell’asta idroelettrica del Vomano. L'altimetria dell'ascesa verso Rio Fucino e Campotosto, riportata più sotto, rende perfettamente l'idea dello sforzo, comunque non impossibile, che attende il cicloturista.
La partenza del tragitto avviene dalla diga di Provvidenza, che crea l’omonimo lago che si trova a circa 1.000 metri sul livello del mare: si inizia subito a salire ma senza pendenze impossibili. Ci sono lunghi rettilinei o ampie curve (talvolta in vero e proprio falsopiano) che portano fino al bivio in cui, dalla Strada Statale 80, ci portiamo con svolta a destra sulla Strada Regionale 577 proseguendo in uno scenario selvaggio – capita di imbattersi in cavalli o mucche allo stato brado che passeggiano sull’asfalto - e quasi completamente disabitato. Al km 10 del nostro percorso abbiamo superato circa 300 metri di dislivello, la strada spiana e improvvisamente sbuca davanti a noi (per la precisione sulla nostra sinistra) la seconda diga di giornata: Sella Pedicate.
Ancora un piccolo strappetto e costeggiando l’impianto ci portiamo all’altezza del Lago di Campotosto che appare d’improvviso in tutta la sua estensione (è il secondo bacino artificiale d’Europa) cambiando completamente lo scenario. Ci aspettano altri 8 km scarsi, con qualche saliscendi, per raggiungere la terza diga che è anche l’arrivo, cioè quella di Rio Fucino, dove termina la strada che – in modo molto suggestivo – passa proprio sopra lo sbarramento.
Possibili itinerari. Chi vuole fare “poker” di dighe dopo Provvidenza, Sella Pedicate e Rio Fucino può conquistare anche il terzo e ultimo sbarramento del Lago di Campotosto, cioè Poggio Cancelli, posto proprio all’estremità settentrionale del bacino: in questo modo si sale a 30 km e 410 metri di dislivello. I ciclisti più ambiziosi invece possono pensare di cogliere l’occasione e compiere tutto il giro del lago, portando il bottino di km a quota 58.


