Nora è un’attrice televisiva e teatrale, figlia di un celebre regista cinematografico con cui ha un rapporto estremamente complesso. I due si parlano pochissimo, ma l’occasione di ritrovarsi potrebbe essere una sceneggiatura che il padre ha scritto sperando che la figlia accetti la parte della protagonista. È la trama di “Sentimental Value”, film che si apre meravigliosamente mostrandoci le fragilità del personaggio principale, insicura e indecisa di salire sul palco prima di regalare al pubblico del teatro in cui sta recitando una performance indimenticabile. È la base e forse il cuore di una pellicola che scava in profondità nella psicologia delle dinamiche relazionali al centro della narrazione, metaforizzando il tutto attraverso un’abitazione – non a caso piena di crepe – che rappresenta lo scorrere del tempo e le difficoltà attraversate dalla famiglia protagonista. Quasi impossibile vinca come miglior film, piuttosto probabile per il miglior lungometraggio internazionale.
Perché alcuni studiosi definiscono oggi il Regno Unito “la nuova Italia”? Un viaggio tra Brexit, crisi delle appartenenze politiche e fine del mito della governabilità britannica all’indomani delle dimissioni...