Inquinamento

Sensori chimici, realtà aumentata e innovazione per misurare la qualità dell’aria

È quanto prevede l’accordo di collaborazione tra l’Enea e la start-up E-Roundme. Un progetto che apre la strada anche a nuove collaborazioni tra aziende e mondo della ricerca

di Davide Madeddu

20100128 - MILANO - ENV  - SMOG: MILANO; DOMENICA BLOCCO DEL TRAFFICO A MILANO. La sagoma del Duomo di Milano oggi , giovedì 28 gennaio 2010. Dalle 10 alle 18 di domenica prossima sarà vietata la circolazione delle auto private a Milano, salvo quelle a impatto zero. E' la decisione scaturita questa mattina nel vertice contro l'emergenza inquinamento a cui hanno partecipato il presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che l'avevo convocato, il sindaco di Milano Letizia Moratti e l'assessore provinciale ai Trasporti Giovanni De Nicola. Nella giornata di domenica potranno circolare solo le auto a impatto zero (gpl, metano, elettriche). DANIEL DAL ZENNARO/ANSA / DBA

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Sensori chimici, realtà aumentata e tecnologie di ultima generazione per monitorare e avere, in tempo reale, informazioni sulla qualità dell’aria. Il tutto a “bassi costi”. È quanto prevede l’accordo siglato dall’Enea con la start-up E-roundme con cui si prevede la realizzazione del nuovo strumento denominato Ismuse (Iot smart multi sensors device) con l’utilizzo di sensori di ultima generazione e di tecnologie avanzate come Mems (Micro-Electro-Mechanical Systems), Internet of Things (IoT) e Realtà aumentata.

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Costi bassi ed elevate prestazioni

«Per rafforzare il trasferimento tecnologico dai nostri laboratori all’industria, è stato avviato il programma di proof of concept, di cui il progetto ISMuSe è uno dei risultati - spiega Alessandro Coppola responsabile della direzione Trasferimento tecnologico dell’Enea -. Il programma mira a elevare il livello di maturità tecnologica delle tecnologie brevettate, promuovendo la collaborazione con partner industriali come E-roundme srl».

A caratterizzare il nuovo strumento sono le elevate prestazioni e i bassi costi, oltre al design sostenibile, e inoltre «la capacità di consentire un monitoraggio ambientale preciso e innovativo».

Sensori chimici per monitorare l'aria

In questo processo, a giocare un ruolo importante sono anche i sensori chimici di ultima generazione. Si tratta, come sottolinea il ricercatore Fabio Zara, di «strumenti importanti per il monitoraggio continuo e istantaneo dell’inquinamento ambientale, ma anche per il controllo della sostenibilità dei processi chimici». «In particolare, i sensori a base di semiconduttori ceramici hanno elevate prestazioni e bassi costi di produzione, grazie a nanomateriali avanzati sviluppati dall’Enea - argomenta il ricercatore -. Questi dispositivi possono servire anche a realizzare strumenti miniaturizzati complessi, come nasi elettronici e sensori multipli integrati».

Il nuovo ecosistema

Attraverso un sistema di alert poi c’è la possibilità di avere un controllo con la visualizzazione in tempo reale dei dati dell’aria. Non solo, attraverso un cloud dedicato si possono anche conservare i dati monitorati e di collegarsi via internet per controllare il proprio ambiente in remoto, e quindi scaricare documenti.

Sinergia vincente tra mondo ricerca e aziende

Per Alessandro Ambrosin, direttore e co-founder di E-roundme, la sinergia tra l’azienda e l’agenzia apre un nuovo corso alla ricerca e alle produzioni. «Grazie alla sinergia con l’Enea - sottolinea - abbiamo l’opportunità di integrare tecnologie all’avanguardia in un dispositivo che non solo migliorerà la qualità del monitoraggio ambientale, ma renderà anche i dati più accessibili e fruibili per le aziende e le istituzioni. ISMuSe è un passo avanti nella digitalizzazione e nella sostenibilità delle soluzioni per il controllo della qualità dell’aria». Dello stesso avviso anche Andrea De Matthaeis, founder e Ceo di E-roundme che ribadisce come il progetto « non mira solo a fornire soluzioni concrete per la protezione e la gestione dell’ambiente, ma rappresenta anche un esempio di come la collaborazione tra enti di ricerca, università e startup possa dare vita a innovazioni capaci di generare valore tecnologico ed economico a livello nazionale e internazionale».

 

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