Con una raccolta ordini che ha raggiunto i 55,2 milioni di euro, il 2025 di Visionnaire si è chiuso con risultati solidi. «Il livello più alto nella storia dell’azienda – sottolinea il ceo, Leopoldo Cavalli - e in crescita di oltre il 20% rispetto all’anno precedente, con un Ebitda adjusted di 12,2 milioni, a +15 per cento». Una crescita «trainata soprattutto dai progetti residenziali e hospitality di fascia alta e dal rafforzamento delle collaborazioni con architetti, developer e investitori internazionali», commenta Cavalli.
Nel corso del 2025 la performance più forte è arrivata dall’area Middle East & Africa, che rappresenta circa il 33% degli ordinativi, mentre l’Europa si conferma uno dei pilastri della crescita con il 25% dell’order intake. «In Europa stiamo consolidando la nostra presenza retail – dichiara ancora il ceo -. Un esempio significativo è lo showroom di Londra, che nei primi mesi di attività ha già registrato risultati molto incoraggianti».
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Parallelamente Visionnaire sta rafforzando la propria presenza in Asia. Lo scorso anno è stato inaugurato il primo flagship store a Shanghai, uno spazio concepito anche come piattaforma culturale dedicata al dialogo tra design, fashion, arte e architettura. In questo contesto si inserisce anche l’apertura dello showroom di Phuket (Thailandia), pensato come hub per il mercato del Sud-Est asiatico e punto di partenza per iniziative immobiliari come Kalāya Retreat, un progetto residenziale di ville di lusso sviluppato con Redwood Luxury Developments.
Alla Milano Design Week 2026 Visionnaire presenta “Rare Matter – a Retro-Brutalist story”, che riporta la materia al centro del processo progettuale. La nuova collezione esplora una grammatica retro-brutalista in cui volumi netti e materiali fortemente espressivi diventano protagonisti di un racconto che unisce ricerca materica e cultura architettonica.
Il percorso della Design Week prosegue anche in città con diversi progetti speciali: come la riattivazione dell’archivio storico della maison nello showroom di Piazza Cavour, sotto il nome di Déjà-vu, e una nuova capsule firmata Marc Ange.
A distanza di qualche giorno dalla conclusione del vertice, proviamo a fare un bilancio: chi esce rafforzato da Évian? Quali risultati concreti sono stati raggiunti? E soprattutto: in un mondo sempre più...