Sempre più “smombie” in strada, gli zombie da smartphone: le iniziative di contrasto
In Italia e in Europa crescono le iniziative per ridurre i rischi legati agli “smombie” e responsabilizzare anche i pedoni
di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore) e Ana Somavilla (El Confidencial, Spagna)
4' di lettura
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Lo smartphone? Fonte di distrazione anche per i pedoni. Che, se indisciplinati, possono essere sanzionati. Perché non è certo raro vedere qualche passante completamente assorto nel guardare il proprio telefono rischiando di essere investito o di inciampare. Proprio questo motivo ha spinto la Polizia municipale di diverse città, oltre che le amministrazioni pubbliche, a promuovere campagne di sensibilizzazione e “sanzionare” i pedoni indisciplinati. I cosiddetti zombie da smartphone o, molto più semplicemente, quelli che sono stati ribattezzati gli “smombie”.
Il primo esperimento è stato compiuto a Sassari nel 2018. Tutto è nato da un’osservazione, come sottolinea Giani Serra, comandante della Polizia locale. «Abbiamo notato che c’era un alto numero di incidenti che interessava i pedoni - racconta -. Abbiamo inoltre potuto verificare che in molti casi si trattava di persone distratte dall’uso del telefono». Da qui l’avvio di una campagna di sensibilizzazione e comunicazione con video, e altri messaggi ricordando poi il rischio di essere sanzionati. «Benché non esista un articolo preciso che prevede la sanzione per i pedoni al telefono - aggiunge il comandante - noi abbiamo interpretato l’articolo 190 del codice della strada, che impone ai pedoni un comportamento diligente». Nel 2018 per cento pedoni distratti dall’uso dello smartphone, sono scattate le multe: 25 euro, ridotte a 18 euro se pagate subito 18, in applicazione del codice della strada. «Si tratta di sanzioni che hanno l’obiettivo di sensibilizzare - dice - perché è in gioco la sicurezza delle persone». Una scelta adottata dopo una serie di constatazioni e rilievi effettuati dalla polizia locale e dall’amministrazione sugli incidenti registrati in città (il 60 per cento under 40’ gli altri di età compresa tra i 41 e i 60 anni).
«Nel corso degli anni abbiamo ripetuto le campagne di sensibilizzazione - prosegue ancora il comandante - e abbiamo notato che, con il passare del tempo anche il numero degli incidenti con pedoni distratti dal telefono sono calati. Soprattutto perché oggi, anche grazie ai sistemi di videosorveglianza, si possono ricostruire dinamiche e scenari». A portare campagne di sensibilizzazione anche il Comune di Verona dove sono state promosse iniziative per invitare i pedoni ad avere un comportamento diligente. Non solo, proprio a Verona, è partita l’iniziativa con i semafori per i distratti dallo smartphone: si tratta di una linea rossa che dice quando si può attraversare ed è un richiamo per chi cammina con gli occhi puntati sul telefono e non guarda il semaforo.
Attenzione al comportamento dei pedoni anche a Genova dove, da tempo, si portano avanti una serie di iniziative finalizzate a garantire la sicurezza stradale. «Su questi temi c’è una forte attenzione - sottolinea Arianna Viscogliosi, assessora alla Sicurezza -. Ci siamo insediati a maggio e da giugno abbiamo iniziato a lavorare proprio sulla sicurezza stradale. Abbiamo anche portato avanti una campagna di sensibilizzazione con giovani e giovanissimi. Nell’arco di poco tempo abbiamo notato che si è abbassata la percentuale di sinistri commessa dai giovani».
Anche in strada resta alta l’attenzione per chi cammina “perso” tra le immagini che arrivano dagli smartphone. A fare i conti con il fenomeno degli smombie non ci sono solo i Comuni italiani. In alcuni Paesi dell’Ue, infatti, si cominciano a studiare soluzioni per sensibilizzare e sanzionare chi cammina “distratto”.


