Sempre più pensionati tornano al lavoro: il primato al Nord Europa
È un quadro con sfumature differenti quello descritto dal rapporto Eurostat. Uno dei motivi è quello finanziario. Per i sindacati è necessario rivedere il sistema pensionistico
di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore)
4' di lettura
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Lavorare dopo la pensione non è più un’eccezione, ma una realtà in espansione, soprattutto tra i lavoratori autonomi. In Europa, il fenomeno assume caratteristiche molto diverse da Paese a Paese, tra esigenze economiche, desiderio di restare attivi e modelli di welfare disomogenei.
A raccontarlo è l’ultimo rapporto di Eurostat, che fotografa come, nel 2023, oltre il 9% dei pensionati europei abbia deciso di restare nel mercato del lavoro, con picchi vicini al 100% nei Paesi nordici.
«L’indennità non è sufficiente» oppure «ho ancora molto da dare»: sono le due ragioni principali che spingono i pensionati europei a continuare a lavorare. In Italia, il fenomeno è particolarmente diffuso tra i lavoratori autonomi: su 100 pensionati che restano attivi, oltre 56 sono “partite Iva” che, raggiunta l’età pensionabile, proseguono la propria attività o avviano nuove collaborazioni.
Un’Europa a più velocità
Lo scenario europeo tracciato da Eurostat mostra un’Europa a più velocità. I tassi di occupazione post-pensionamento variano sensibilmente da Paese a Paese, in base alla struttura del sistema previdenziale e alle opportunità offerte dal mercato del lavoro.
Nel 2023, la percentuale più alta di pensionati anziani autonomi ancora attivi si è registrata in Svezia (98,4%), seguita da Finlandia (88,0%) e Irlanda (87,7%).


