Fitness e wellness

Sempre più italiani praticano sport e non in modo sporadico

Secondo l’Istat nel 2024 più di 21 milioni di italiani hanno praticato uno o più sport, il 37,5% della popolazione, tra questi il 28,7% con continuità e l’8,7% saltuariamente

di Marco Bellinazzo

4' di lettura

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Due buone notizie, correlate e interdipendenti. In Italia aumenta la pratica sportiva e diminuisce l’indice di sedentarietà come ha certificato l’Istat nel dossier presentato il 30 giugno a Roma alle Piscine del Foro Italico, in collaborazione con il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, con Sport e salute e con l’Istituto per il Credito sportivo e culturale.

Nel 2024 sono più di 21 milioni 500mila le persone di 3 anni e più che nel nostro Paese praticano uno o più sport nel tempo libero, pari al 37,5% della popolazione di riferimento. Tra questi il 28,7% pratica uno sport con continuità e l’8,7% saltuariamente.

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La tendenza a praticare sport cresce nel tempo: nel 1995 la quota di sportivi tra le persone di 3 anni e più era pari al 26,6%. L’incremento della pratica sportiva ha riguardato - rilevano dall’Istat - quasi esclusivamente quella di tipo continuativo, cresciuta di quasi 11 punti percentuali (era il 17,8% nel 1995), mentre è rimasta abbastanza stabile in tutto il periodo la pratica di tipo saltuario e occasionale. I livelli di pratica sportiva sono più elevati tra gli uomini. Nel 2024 il 43,4% degli uomini pratica sport, mentre fra le donne la percentuale scende al 31,8%. Nel tempo, il graduale aumento della pratica sportiva ha però riguardato di più le donne, al punto che il divario di genere tra i praticanti si riduce da circa 17 punti percentuali nel 1995 a 11,6 punti percentuali nel 2024.

Nuove tecnologie

Negli ultimi 10 anni, dunque, la quota di sportivi che pratica sport durante tutto l’anno è aumentata in modo significativo (era pari al 59% nel 2015), parallelamente si riduce, di 7,3 punti percentuali rispetto al 2015, la quota di chi pratica sport solo stagionalmente. L’utilizzo delle nuove tecnologie va a supporto anche della pratica sportiva: il 18,7% degli sportivi (più donne che uomini, 20,9% contro 17,1%) ha dichiarato, infatti, di praticare sport tramite l’ausilio di applicazioni su Internet dedicate al fitness, tramite social network o siti web specializzati di palestre o centri sportivi. L’uso delle nuove tecnologie per la pratica sportiva è poco diffuso tra i giovanissimi fino 14 anni (5,1%), cresce nelle età successive e raggiunge i livelli più elevati tra i giovani adulti di 25-44 anni (29,1%). Non mancano comunque quote di utilizzatori anche tra gli sportivi ultra-sessantaquattrenni (quasi uno sportivo su 10).

Sedentarietà

Il tasso di sedentarietà è calato dal 35% del 2023 al 32,8% nel 2024. Negli ultimi 30 anni, inoltre, risulta aumentata la pratica sportiva continuativa, dal 26,6% di chi pratica sport tra continuativi e saltuari nel 1995 al 37,5% nel 2024. La crescita interessa soprattutto la pratica sportiva continuativa (dal 17,8% al 28,7%), mentre la pratica occasionale continua a rimanere stabile (8.7%).

L’età critica

Andando ancora più nello specifico, dal report Istat si evince come la passione per lo sport sia un tratto distintivo dei più giovani raggiungendo le quote più elevate tra i ragazzi di 11-14 anni, per una quota pari nel 2024 al 75,6% di cui il 66,7% in modo continuativo e l’8,9% in modo saltuario. Ma già a partire dai 15 anni - rileva l’Istituto nazionale di statistica - l’interesse per la pratica sportiva inizia a diminuire, anche se la quota di praticanti rimane comunque elevata fino ai 24 anni rispettivamente il 66,1% tra i 15 e i 17 anni e il 53,9% tra i 18 e i 24 anni, per poi diminuire progressivamente nelle età successive.

La pratica sportiva scende al 23,3% tra i 65-74enni ed è pari all’8,1% tra la popolazione di 75 anni e più. Da segnalare, tuttavia, il forte aumento proprio nella terza età considerando che nel 1995 praticava sport solo il 5,3% dei 65-74enni e appena l’1,4% degli ultra-settantaquattrenni. L’attitudine alla pratica sportiva è disomogenea sul territorio.

La geografia dello sport

Dal punto di vista geografico, il Nord-est è l’area con la quota più elevata di praticanti (43,9%), seguito dal Nord-ovest e dal Centro (rispettivamente il 41,7% e il 41,5%). Nelle regioni meridionali e insulari, invece, la pratica sportiva si attesta generalmente su livelli mediamente più bassi (27,9%). Considerando l’ampiezza demografica dei comuni, i livelli di pratica sportiva sono più alti nei comuni centro dell’area metropolitana (42,7%) e in quelli delle zone limitrofe alle aree metropolitane (40,1%). Quote meno elevate interessano invece i piccoli comuni fino a 2mila abitanti (29,7%).

«Questi numeri sono uno strumento incredibile. Abbiamo Coni, Sport e Salute, le Federazioni, siamo una struttura unica al mondo. E questa squadra è arricchita da Istat. Quello che oggi abbiamo illustrato deve servire a rappresentare da un lato la nostra competitività dei nostri atleti e atlete ma questo medagliere dovrà corrispondere sempre più al sostenere con ogni risorsa fisica e mentale la qualità della vita», ha sottolineato Abodi.

«Due terzi della nostra popolazione fa qualche attività sportiva ed è un aspetto importante, lo è perché la parte dello sport non finisce con il tesseramento - ha agginto Diego Nepi Molineris, ad di Sport e Salute -. Non si parla solo dei 14 milioni di italiani tesserati e questo ci dà un’indicazione, c’è una mancanza totale di offerta. C’è una domanda che non riusciamo velocemente a prendere, quella domanda è di chi vuole fare attività e dobbiamo intercettarla attraverso un’azione reale e su questo siamo concentrati noi di Sport e Salute. Come? Con gli spazi non convenzionali, con i playground, con le palestre scolastiche e potrei continuare. Dobbiamo creare uno sport destrutturato per avere sempre più offerta».

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