Report Assorologi

Segnatempo, mercato italiano alle soglie degli 1,9 miliardi

di Paco Guarnaccia

FILE PHOTO: Visitors look at models on the IWC booth  during the Watches and Wonders fair in Geneva, Switzerland March 27, 2023. REUTERS/Denis Balibouse/File Photo

3' di lettura

3' di lettura

Il valore totale del mercato degli orologi da polso in Italia nel 2024 ha toccato gli 1,89 miliardi di euro, in flessione dell’1% rispetto al 2023, ma tutto sommato stabile nonostante le incognite socio-economiche dell’attuale momento storico. È questo il dato generale emerso dall’annuale report commissionato da Assorologi (Associazione italiana produttori e distributori di orologeria) all’istituto di ricerca NielsenIQ & GfK che è stato presentato il 20 marzo a Milano incrociando i dati di monitoraggio delle vendite di orologi nei vari punti vendita del nostro territorio (il cosiddetto Retail Panel), con quelli rilevati dalle interviste ai consumatori (il Consumer Panel) e con altre fonti come, ad esempio, i numeri relativi alle esportazioni nei vari Paesi comunicati ogni mese dalla Fédération de l’industrie horlogère Suisse FH.

Stabile il volume dei pezzi venduti secondi i consumatori

Secondo il Consumer Panel, gli acquirenti di orologi nel 2024, indipendentemente dal canale di vendita, sono stati 4,3 milioni (nel 2023 erano stati 4,5 milioni), ognuno dei quali, in media, ha comprato 1,2 orologi per un totale di poco meno di 5,3 milioni di pezzi (-0,7% sul 2023), per un valore di 1,28 miliardi di euro (-1,5% sul 2023) e un prezzo medio che passa a 243 euro dai 244 euro del 2023. Per quanto riguarda il Retail Panel, invece, i numeri degli acquisti nelle orologerie (senza specificare la nazionalità dei clienti) si sono assestati su 3,9 milioni di pezzi per un valore di 1,1 miliardi di euro (-2,2% sul 2023). Marcello Borsetti, presidente di Assorologi ha commentato «Il mercato dell’orologeria ha dimostrato una notevole resilienza, mantenendo stabilità nelle sue dimensioni fondamentali nonostante un contesto macroeconomico complesso segnato da incertezze – e ha aggiunto – Il settore ha confermato la sua solidità, a testimonianza di un interesse e di un valore che il consumatore continua a riconoscere all’orologio. Dopo anni in cui l’inflazione ha inciso sul potere d’acquisto, la stabilizzazione dei prezzi apre scenari più favorevoli. Tuttavia, il consumatore resta cauto, con una propensione all’acquisto ancora condizionata da fattori esterni».

Loading...

Tornano a crescere le vendite online, ma il canale fisico è il più importante

Per quanto riguarda i canali di acquisto, il Consumer Panel ha sottolineato che in Italia il preferito resta quello nei negozi fisici con il 64,6%, mentre il 35,4% delle vendite è avvenuto online. Quest’ultimo canale (a valore ha raggiunto il 25,6%) è tornato a crescere dopo circa tre anni di arretramento, ma senza dare l’impressione di poter raggiungere le performance del 2020 (durante il periodo del Covid) in cui si era avvicinato al 40% a volume e al 30% a valore. Le orologerie/gioiellerie tradizionali confermano la loro centralità per il settore ma perdono qualche punto percentuale sia a quantità (passano dal 47% del 2023 al 43% del 2024) sia a valore (dal 64% del 2023 al 56% del 2024). Per i consumatori il primo driver di acquisto di un segnatempo si conferma il design, in crescita con il 34% (32% nel 2023), seguito dal brand, che scende al 27% (31% nel 2023) e dal prezzo, stabile, per il 25% (26% nel 2023). Il mese preferito per acquistare un orologio resta dicembre (22% a quantità e 25% a valore).

Smartwatch, il 43% dei possessori è over 55

Dopo aver analizzato i trend di acquisto degli orologi cosiddetti tradizionali, come ormai succede da qualche anno, lo studio si è soffermato anche sugli smartwatch di cui, nel 2024, sono stati stimati circa 2,4 milioni di pezzi venduti (-0,3% sul 2023). In questo segmento, rispetto al passato, nel 2024 a indossarne uno sono stati sia uomini sia donne pressoché nella stessa percentuale, in ordine 51% e 49% (53% e 47% nel 2023). Inoltre, questi strumenti si sono rivelati quest’anno di uso sempre più comune anche in fasce di età più mature: il 19% dei possessori sono under 35, il 38% sono tra i 35 e i 54 anni e il 43% sono over 55 anni (nel 2020, ad esempio, le percentuali erano rispettivamente 28%, 44% e 28%). Borsetti ha chiuso sottolineando: «Il settore non soffre di una crisi d’identità, ma di un contesto che ne limita la piena espressione in termini di volumi d’affari. E, pur in questa fase attendista, la costanza dei consumi ha confermato il ruolo dell’orologeria come segmento di riferimento nel mondo degli accessori personali».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti