Segnali positivi per la manifattura lombarda
Nel primo trimestre dell'anno, crescita congiunturale per produzione, fatturato e occupazione
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Segnali positivi per la manifattura lombarda nei primi tre mesi del 2025. In un contesto internazionale difficile, caratterizzato da grandi incertezze geopolitiche, nel primo trimestre dell’anno, la produzione industriale della Lombardia è cresciuta rispetto al trimestre precedente (+0,4%). Si registra inoltre un incremento del fatturato (+0,1%) e un aumento dell’occupazione (+0,5%), così come sono in positivo gli ordini dall’estero (+0,4%) a fronte di una leggera flessione di quelli interni (-0,3%). La Lombardia raccoglie oltre un terzo del totale in valore delle partecipazioni estere sul suolo nazionale e sviluppa circa un quinto degli investimenti netti italiani fuori dai confini; oltre il 60% degli investitori stranieri in Italia e 92 dei 100 investitori più significativi, sono proprio in Lombardia, che si conferma la prima regione manifatturiera in Europa. Un primato che «è importante rimanga tale anche nei prossimi anni», ha commentato l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi. Infatti, per questo, la Regione ha deciso di adottare nuovi strumenti e iniziative a favore del tessuto produttivo ed economico.
I dati di Unioncamere Lombardia
Andando a vedere i dati del dettaglio, l’occupazione torna a crescere sia per l’industria sia per l’artigiano, con il saldo positivo tra ingressi e uscite (+0,5%). Si riduce anche il ricorso alla cassa integrazione che resta maggiormente utilizzata dai settori più in difficoltà (siderurgia, tessile, abbigliamento). I dati congiunturali dell'artigianato confermano la tenuta del comparto manifatturiero lombardo registrando variazioni minime dei livelli rispetto al trimestre precedente (-0,3% sia produzione che fatturato), per quanto riguarda gli ordini la variazione congiunturale è invece positiva sia dall’interno che dall’estero (+0,2%).
Anche il dato tendenziale conferma la stabilità dei livelli produttivi poco sotto i valori massimi raggiunti, registrando lievi variazioni negative su base annua del -0,4% per l’industria e -0,3% per l’artigianato. Fanno meglio gli ordinativi dell’industria, in particolare dall’estero (+3,0% dall’estero e +0,3% dall’interno). Il dato tendenziale del fatturato è positivo sia per l’industria sia per l’artigianato (+0,7% entrambi). Tra i settori migliori: alimentari (+3,7%), chimica (+2,8%), carta-stampa (+2,3%) e abbigliamento (+1,5%). Stazionaria la produzione dei minerali non metalliferi e legno mobilio (+0,2%) e siderurgia (0%). In contrazione moderata la produzione di meccanica (-1,2%), gomma-plastica (-1,4%) e manifatturiere varie (-1,6%). Più intensa la contrazione dei livelli produttivi di tessile (-3,7%), pelli-calzature (-4,7%) e mezzi di trasporto (-5,6%). Nell’artigianato i settori in crescita significativa sono due: alimentari (+3,4%) e tessile (+1,9%). Stazionari con minime variazioni positive e negative i settori legno-mobilio (+0,4%), carta-stampa (-0,3%) e minerali non metalliferi (-0,5%).
Restano incertezze legate al contesto internazionale
Per quanto riguarda le aspettative, secondo l’indagine di Unioncamere, per gli imprenditori permangono le incertezze legate al contesto economico internazionale, ai costi energetici e alla domanda ancora debole, principalmente sul mercato interno: tuttavia si intravedono nuove opportunità legate alla possibile riduzione dei costi delle materie prime e a una ripresa dei consumi. Il sondaggio ha inoltre evidenziato una forte attenzione alla questione della sostenibilità da parte degli imprenditori lombardi. Il tema è ritenuto importante per il proprio business dall’80% degli industriali, quota che scende al 66% tra gli artigiani manifatturieri. Le grandi imprese mostrano livelli elevati di attenzione (oltre il 90%), mentre tra le microimprese tale quota si attesta al di sotto del 60%, evidenziando un divario strutturale.
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