Se la compagnia vuole vedere il testamento
Il padre di due fratelli beneficiari di una polizza Vita si chiede se sia corretto che la compagnia assicurativa pretenda di avere accesso alle disposizioni dell’assicurato contraente prima di liquidare il contratto assicurativo
a cura della redazione di Plus24
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Lidia T.
Risposta a cura degli avvocati Matteo D’Argenio e Giuseppe Paternò di Sessa
(Studio legale D’Argenio Polizzi)
La richiesta della compagnia assicuratrice trova spiegazione negli articoli 1920 e 1921 del Codice Civile, secondo cui la designazione di beneficiario può essere fatta e – soprattutto – revocata o modificata per testamento, anche in modo implicito. Da qui la necessità della compagnia di conoscere, se esiste, il testamento. Non già ai fini della successione ereditaria, che non viene in rilievo in quanto la prestazione assicurativa ne esula, ma ai fini della corretta (e definitiva) individuazione dei beneficiari.
Ecco perché la compagnia deve ottenere una specifica dichiarazione a proposito dell’esistenza o meno di un testamento valido. In caso di indisponibilità di questa informazione, la compagnia potrebbe effettuare autonomamente, o richiedere ai beneficiari designati di effettuare, le opportune ricerche (inclusa l’eventuale consultazione del Consiglio Notarile competente), sempre e comunque nel rispetto della riservatezza dei dati dei beneficiari designati nel contratto. Senza un ordine del Giudice, infatti, la compagnia non può comunicare ad alcuno i dati personali di questi ultimi.








