Certamente, come fa notare anche Gurría, negli ultimi anni le necessità in termini di lettura si sono radicalmente evolute, con internet a dominare, cambiando approcci e modalità: «Alla veridicità dei contenuti dei tradizionali libri di testo uno studente poteva credere. Oggi per una stessa domanda si trovano un grande numero di risposte online. Dunque leggere non significa più solo saper estrarre informazioni, ma anche pensare in modo critico e acquisire conoscenza sulla base di fondati elementi di giudizio, per navigare in un mondo complesso, ambiguo e mutevole».
E invece, nell'attuale studio PISA meno di uno studente Ocse su 10 è stato in grado di distinguere un fatto da un’opinione. Meglio hanno fatto solo i cinesi delle quattro province menzionate, e Canada, Estonia, Finlandia, Singapore e gli USA.
Per l’Italia solo il 5% dei quindicenni raggiunge il livello più elevato di lettura 5 o 6 (media Ocse 9%) e sono in particolare le ragazze ad aver avuto un peggioramento, mentre i ragazzi sono rimasti stabili (al di sotto della media Ocse). In generale, l’Italia ha avuto per la lettura risultati peggiori dei precedenti studi PISA 2000 e 2009.
Permangono anche i divari geografici già registrati in altre rilevazioni: le province di Bolzano e Trento, in lettura sono superiori alla media nazionale, mentre la Sardegna ha esiti simili a Grecia e Turchia.
Per la matematica, in Italia il 10% degli studenti raggiunge Livello 5 o 6 (media OCSE: 11%), ma in Asia è il 21% (Corea) su su fino al 44% (Cina). Se si eccettuano gli studenti asiatici, per l'Italia quelli delle province di Bolzano e Trento sono fra i migliori, assieme a Estonia, Paesi Bassi, Polonia e Svizzera. Nelle scienze, solo il 3% dei quindicenni italiani raggiunge il livello 5 o 6 (media Ocse 7%).
Altri dati chiedono una riflessione urgente: a fronte di un 21% di media Ocse, nelle due settimane precedenti il test PISA il 57% dei quindicenni italiani è mancato ad almeno un giorno di lezioni (a Bolzano meno del 40%, in Sardegna circa il 67%). Oltre il 45% è arrivato in ritardo alle lezioni.
Il censo determina ancora in larga misura la qualità degli esiti scolastici. Per la lettura: 75 punti di differenza fra chi proviene da famiglie agiate e chi da ambiti svantaggiati e 43 punti fra immigrati e autoctoni.