Scuola, in 7 giorni boom di firme per il referendum sull'educazione sessuo-affettiva
Dopo ok tra polemiche il 4 giugno in Parlamento il Comitato promotore tenta la carta dell'abrogazione
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Boom di firme per il referendum 'Sì educazione affettiva e sessuale nelle scuole' che mira ad abrogare la legge Valditara che ha sancito norme restrittive sull'educazione sessuo-affettiva nelle scuole. A distanza di sette giorni dall'avvio della raccolta si registra il 22% del mezzo milione di sottoscrizioni necessarie, sinora sono 114.670.
La legge
La legge che introduce, tra l'altro, l'obbligo di consenso scritto, preventivo e informato da parte dei genitori per la partecipazione degli studenti ad attività extracurricolari legate a temi attinenti all'ambito della sessualità (attività da cui restano comunque escluse la scuola dell'infanzia e la scuola primaria) è stata approvata a giugno scorso. L'iter parlamentare è stato lungo e turbolento perché altamente divisivo, con 'stop and go' e scontri accesi tra le opposizioni e il ministro Giuseppe Valditara su un'ipotetica 'ideologia gender' che plasmerebbe, secondo la maggioranza, le “menti” dei giovani. L'educazione sessuo-affettiva esiste nella maggior parte dei paesi europei, la posizione delle opposizioni, che hanno parlato, con la segretaria dem Elly Schlein, di “scempio” che “limiterà ancora di più l'educazione alle differenze, che è la prima misura di prevenzione del bullismo, della violenza di genere contro l'omo-bi-lesbo-transfobia”.
Le ragioni dei promotori
Secondo i promotori l'attuale legislazione ostacola significativamente la didattica in questo ambito. In particolare, spiegano, “vieta trattare temi legati alla sessualità nelle scuole dell'infanzia e primarie”; “impone agli istituti di richiedere autorizzazioni scritte alle famiglie con sette giorni di preavviso per ogni attività” e “obbliga i docenti ad allontanare dall'aula gli studenti sprovvisti di tale permesso”. Con l'abrogazione, invece, “l'educazione sessuale e affettiva tornerà a essere un'attività scolastica inclusiva, equiparata alle altre scelte extracurriculari approvate da genitori, docenti e studenti tramite i Piani triennali dell'Offerta Formativa”.
Del Comitato promotore fanno parte Fabrizio Marrazzo, Marina Zela, Eliodoro Belmare, Giovanna Cremona, Alessandra Feola, Giampiero Guidotti, Cristiano Ceriello, Stefano Ladarola, Elona Nderjaku, Andrea Vania, Polidoro Zeray Jordanos, Lucia Fusco. I primi due, attivisti Lgbt+, portavoci dell'iniziativa.
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