Truffe online

Scippo della pensione dirottata via web su un conto corrente fasullo dopo il furto dello Spid

La frode ai danni di un professore universitario napoletano che ha subìto il furto delle credenziali Inps e perso oltre 40mila euro

di Vitaliano D'Angerio

2' di lettura

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Scippare i soldi a un pensionato, nella scala degli eventi negativi elaborata dal vicequestore Rocco Schiavone (alias l’attore Marco Giallini), dovrebbe collocarsi tra il sesto e il settimo livello. È un’azione odiosa perché la vittima è un anziano, persona fragile che non può difendersi in modo adeguato. In alcuni episodi di cronaca ci sono poi delle “pantere grigie” che hanno messo in fuga il farabutto di turno ma nella gran parte dei casi non è così.

Qui vi raccontiamo la storia di uno scippo della pensione via computer: i ladri hanno infatti preso i soldi direttamente dall’Inps.

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La storia del professor Bucci

A scrivere alla casella postale di Plus24 (plus@ilsole24ore.com) è il professor Eduardo Bucci, «medico in pensione, già docente universitario presso il Policlinico Federico II di Napoli». Nell’email, il prof racconta che, nel maggio 2022, dei delinquenti sono entrati con false credenziali nel suo cassetto Inps chiedendo di cambiare la banca che avrebbe dovuto ricevere l’assegno previdenziale. Non solo. I delinquenti hanno fatto in modo che i soldi finissero «ad altro istituto con sede a Roma dove era stato aperto a mio nome con documenti falsi un conto corrente». E qui si chiude il cerchio.

Quindi, ricapitolando, come ricorda lo stesso prof Bucci, dei farabutti gli hanno sottratto Spid, email numero di telefono, sono entrati nel cassetto virtuale dell’Inps deviando il pagamento della pensione su un altro c/c creato ad hoc con i riferimenti, falsi, dello stesso docente napoletano. La cifra poi è lievitata rispetto ai due assegni mensili incassati. «A mia totale insaputa – racconta il professor Bucci – l’Inps ha spostato su questo conto (quello fasullo, ndr) due mensilità di pensione, luglio e agosto 2022, più un rimborso Irpef per un ammontare totale di 43mila euro».

Le peripezie burocratiche

Tutto finito dunque? Soltanto in parte. «Ho espletato – ricorda Bucci – tutte le procedure legali che il caso richiedeva. Tralascio per amor di patria le spiacevoli disavventure patite agli sportelli». Sappiamo quanto è faticoso lottare con la burocrazia italiana.

Ecco uno dei motivi per cui abbiamo attivato questa rubrica “Risparmi aggrediti”: dare un nome e un volto alle tante vittime dei farabutti informatici ma sollecitare anche le istituzioni a essere più comprensive con le stesse vittime, molto spesso anziani.

Conclusione

Il prof Bucci, attraverso il suo legale, ha saputo che la sua pratica è stata «protocollata presso la Procura di Napoli con i seguenti articoli del codice penali violati: articolo 615 ter (accesso abusivo a un sistema informatico), articolo 640 ter (frode informatica), articolo 497 bis (possesso e fabbricazione di documenti falsi)». La conclusione della lettera/email è poi emblematica dello stato d’animo del lettore a quasi tre anni dalla frode: «Maggio 22-febbraio 25, la pazienza è la virtù dei forti».

Il professore napoletano, medico in pensione, non si è rassegnato quindi ma attende paziente una risposta dallo Stato. Riuscirà ad avere soddisfazione dopo anni di attesa? È quello che gli auguriamo.

Risparmi aggrediti

Chi desidera raccontare la sua storia diraggiro subita via web, può inviare una mail a plus@ilsole24ore.com La propria esemplare storia potrebbe essere utile a tante altre pesone

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