Reportage

Sci, snowboard e freestyle: la Valtellina in pista per un turismo di qualità

Sulla Stelvio investimento da 20 milioni per il nuovo impianto di innevamento, ma resta il problema dei collegamenti

di Dario Ricci

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«Tangenziale di Tirano dove sei/sul giornale ci sei stata ma sull’asfalto mai/ MilanoCortina sprint televisivo/ ma per arrivarci facciamo il percorso punitivo…»

C’è chi sui social c’ha fatto pure un rap, che inizia con questi emblematici versi; per riderne certo, ma fino a un certo punto. Se la leggendaria pista Stelvio a Bormio è pronta a ospitare le grandi sfide dello sci alpino e le prove sprint dello sci alpinismo (disciplina all’esordio assoluto ai Giochi); se Livigno aspetta fans da tutto il mondo per gli assi del freestyle e dello snowboard, la vera scommessa sarà infatti arrivarci, in Valtellina. La variante di Tirano avrebbe dovuto essere conclusa lo scorso 31 dicembre; scadenza saltata, mentre si lavora per completarne il primo tratto di poco più di 3 km.

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A vederla a pochi giorni dal via dei Giochi, il 6 febbraio, sembra questa la sfida più complicata che la Valtellina (e non solo…) deve affrontare, e per forza vincere. Altre, di partite, e va detto anche con giusto orgoglio, sono già state vinte.

Verso la valle

In tema di viabilità i comuni intanto hanno fatto la loro parte, come spiega la prima cittadina di Bormio Silvia Cavazzi: «Ci siamo dati da fare per creare le rotatorie e gli spazi per l’arrivo del cosiddetto park&ride, per poi gestire l’arrivo dei visitatori e i flusso degli spettatori». L’esperienza accumulata in più di quaranta anni di gare in Coppa del Mondo torna utile, perché i calcoli sono fatti su quegli stessi numeri: circa 7.220 spettatori per gara di sci alpino maschile, che diventeranno 4.200 per le prove di sci alpinismo. Quello che cambia è il circus intorno, con 1.100 volontari, gli operatori delle forze dell’ordine, rappresentanti di sponsor, istituzioni, media stimati in circa 4.800 persone per gara di sci alpino. Perciò tutte le aree interessate rientreranno, dai giorni precedenti all’avvio dei Giochi, in una Ztl Olimpica, suddivisa in aree, cui si potrà accedere con l’auto solo con pass specifici, anche per i residenti, mentre gli spettatori avranno parcheggi di scambio, anche dalla stazione ferroviaria di Tirano. Obbligatorio informarsi, quindi, per evitare intoppi. E intanto si guarda il cielo perché la neve, invocata per dare senso e credibilità tecnica ai Giochi, può trasformare l’accesso alla valle e i 37 km che dividono Bormio da Livigno in un toboga in cui potrebbe essere molto complesso districarsi.

Giochi salati

Dai 160 euro ai 300 minimo per due biglietti per le gare; almeno 1659 euro per un fine settimana in albergo per due persone (con un aumento del 437% rispetto a un weekend non olimpico di gennaio); altri 354 euro per due biglietti andata e ritorno in treno da Milano. I dati elaborati da Altroconsumo sono impietosi, e incoronano - si fa per dire - la Valtellina come la sede olimpica con il maggiore incremento dei costi degli hotel e altri alloggi nel periodo dei Giochi. Primato non certo invidiabile, per evitare il quale le istituzioni locali hanno provato, con successo relativo, a svolgere opera di mediazione. Samanta Antonioli, assessore di Bormio con delega, tra l’altro, alla ricettività alberghiera e alle Olimpiadi: «Abbiamo dialogato con gli operatori per far capire che l’evento olimpico non va visto solo come opportunità nell’immediato, ma genererà effetti positivi anche a medio e lungo termine; poi ovvio è il mercato che fa il prezzo, e vedremo se sarà competitivo anche chi ha proposto offerte sproporzionate». D’altra parte, la Valtellina non punta a un turismo mordi e fuggi, ma a sfruttare la vetrina a cinque cerchi per attirare clientela ad alta redditività anche da nuovi mercati esteri, alla ricerca di un turista che possa spendere qualche decina (o centinaio…) di euro in più pur di ottenere servizi di alta qualità: «Ospiteremo snowboard e freestyle, discipline molto spettacolari e popolari negli Stati Uniti, ma anche in Asia – chiarisce Luca Moretti, direttore e amministratore delegato dell’ Azienda di Promozione Turismo di Livigno -: il vero risultato degli investimenti e delle ristrutturazioni fatte dal nostro settore alberghiero per i Giochi, si vedranno nel 2027, dopo che la Valtellina via tv sarà entrata nelle case di milioni di potenziali visitatori in tutto il mondo».

Gli impianti

Dal 1982 è una delle piste leggendarie della velocità in Coppa del Mondo, che ha visto gli azzurri sempre protagonisti. Per i Giochi 2026 la Stelvio di Bormio s’è rifatta il trucco, pronta ad ospitare ora lo sci alpino maschile e lo scialpinismo: nuove reti di protezione, sistemi di cronometraggio aggiornati, potenziamento della fibra e dell’illuminazione lungo il tracciato. E poi il nuovo (con un investimento da parte di SiMiCo di circa 20 milioni di euro) impianto di innevamento programmato come, proprio ai piedi della Stelvio, ci spiega Omar Galli, sport manager dello sci alpino per i Giochi Olimpici: «Abbiamo riammodernato un impianto datato 2005, e ora possiamo contare su oltre 60 cannoni e un bacino in cima con un accumulo di 88mila metri cubi d’acqua, che permette di fare neve in tre giorni. Mi sento di dire che questa è la vera eredità dei Giochi per il futuro turistico di Bormio».

Verrà invece smontato dopo le gare il gigantesco trampolino per il Big Air che campeggia al centro dello Snow Park di Livigno un imponente dinosauro di acciaio e neve che si candida a diventare uno dei simboli di questi Giochi, mentre è già in costruzione (ma sarà conclusa per il prossimo inverno) la cabinovia diretta che collegherà Mottolino e Carosello, i due versanti di gara e sci livignaschi. Senza dimenticare che è già presente sul territorio anche Aquagranda, parco acquatico di Livigno che è anche centro di preparazione olimpica (e base in quota dell’Academy natatoria di Federica Pellegrini).

Eredità

O meglio legacy, cioè la parola-chiave ormai per un evento sportivo di cui il Comitato Olimpico Internazionale tenta (con risultati alterni, in verità) di ridurre costi e impatto ambientale. E allora, tra opere da finire e quelle da iniziare, polemiche e ansie assortite di questi Giochi c’è anche un lascito culturale, di cui beneficerà chi ha potuto e voluto svilupparlo: « Abbiamo incontrato le varie realtà presenti sul territorio comunale – ci spiega Marina Claoti, consigliera comunale di Livigno con delega allo sport e alle Olimpiadi – per condividere il valore di Giochi, a livello globale e per il nostro territorio. Anche perché tutto quello che accadrà fra pochi giorni, si riverbererà sui Giochi Olimpici Invernali Giovanili, che ospiteremo nel 2028». Insomma, i cinque cerchi in Valtellina vogliono mettere radici. Sperando siano robuste e profonde.

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