Regno Unito

Congresso Reform Uk, Farage cerca di difendersi dopo lo scandalo finanziamenti

Le rivelazioni di un’inchiesta undercover mostrano tentativi di aggirare la legge elettorale britannica, mentre il partito perde consenso e affronta dimissioni interne

di Nicol Degli Innocenti

aggiornato alle 19.00 del 4 settembre

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Il leader di Reform UK Nigel Farage.  EPA/TOLGA AKMEN EPA

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LONDRA - La giornata clou del congresso di Reform Uk è stata rovinata dalle rivelazioni su altri finanziamenti sospetti al partito. Perfino la presenza di Jordan Bardella, il leader di Rassemblement National, il partito francese di estrema destra, non ha avuto l’effetto sperato. Bardella e Farage hanno siglato un patto anti-immigrazione e si sono impegnati a collaborare quando i loro rispettivi partiti saranno al Governo.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Bardella ha definito «fumo» lo scandalo, ma le accuse di gestione disinvolta e forse illecita delle finanze del partito hanno creato problemi molto reali per Farage. Nel suo atteso discorso, rinviato di un’ora per un allarme sicurezza e introdotto da fuochi d’artificio, il leader di Reform ha denunciato una «campagna coordinata di attacco da parte dell’establishment e dell’ecosistema bipartitico».

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Il video su Channel 4

Lo scandalo è scoppiato quando il canale televisivo Channel 4 ieri sera ha trasmesso un filmato, frutto di un’indagine undercover durata un anno, che mostra due dei più stretti collaboratori di Farage che complottano per accettare una donazione di 500mila sterline aggirando la legge elettorale britannica che proibisce ai partiti di accettare fondi da persone straniere che non hanno il diritto di voto in Gran Bretagna.

Un giornalista di Verbatim Investigations ha fatto finta di essere il figlio con cittadinanza britannica di un miliardario americano che voleva sostenere il partito e nel corso di mesi è riuscito a conquistarsi la fiducia del ristretto numero di persone vicine a Farage e ha pagato per un sondaggio di opinione che ha avuto vasta eco sui media britannici. Il video di Channel 4, filmato in segreto, mostra Dan Jukes, braccio destro del leader, e James Orr, responsabile della policy del partito, che danno istruzioni dettagliate al giornalista su come far pervenire i fondi a Reform per aggirare la legge.

Le dimissioni dei collaboratori

Sia Jukes che Orr stamani hanno dato le dimissioni, sostenendo entrambi di non avere fatto nulla di illegale. Il partito, pur denunciando il filmato come «una trappola», ha detto di avere aperto un’inchiesta interna e non intende fare commenti sulla vicenda fino a quando sarà conclusa. Reform ha anche accusato «attivisti ambientalisti» di avere creato lo scandalo, dato che il giornalista in questione è un ambientalista. La polizia sta esaminando i filmati per decidere se avviare un’inchiesta formale.

In un video si vede il giornalista con un attore che impersonava suo padre, presunto miliardario, a tavola a pranzo con Farage e altri collaboratori, e dalla conversazione è chiaro che il leader del partito è a conoscenza della donazione. «Sarò io il donatore ufficiale e mio padre manderà i soldi a me e io li trasferirò», dice il giornalista a Farage, che risponde «Grazie».

La difesa di Farage: non abbiamo preso «una sola sterlina»

Farage ha ammesso di «non essere felice» del filmato e ha detto che i collaboratori coinvolti hanno «dato l’impressione sbagliata», fatto commenti «imprudenti» e agito in modo non autorizzato, ma ha insistito che Reform non ha mai preso «una sola sterlina» di finanziamenti illeciti, non ha mai fatto nulla di illegale e che la donazione di 500mila sterline non si è mai materializzata. Si è trattato di una “trappola” tesa da un “gruppo finanziati da stranieri di attivisti estremisti che hanno preso di mira Reform”, ha dichiarato il leader del partito nel suo discorso.

Nonostante il tono battagliero, lo scandalo non poteva capitare in un momento peggiore per Farage: non solo perchè getta un’ombra sul congresso del partito e sul suo atteso rilancio come partito che aspira a vincere le prossime elezioni, ma anche perchè le rivelazioni di Verbatim sembrano confermare una lunga serie di rivelazioni su finanziamenti sospetti al partito.

L’indagine

Farage è al centro di un’indagine parlamentare perchè non aveva dichiarato una donazione di 5 milioni di sterline fatta a lui personalmente da Christopher Harborne, un miliardario diventato ricco con le criptovalute e che vive in esilio fiscale in Tailandia. Farage non ha potuto negare la storia ma ha insistito che era un “regalo” da un amico per reclutare guardie del corpo. Anche la Metropolitan Police ha in corso indagini sui finanziamenti sospetti arrivati a Reform da George Cottrell, un ricco faccendiere che in passato è stato in carcere negli Usa per truffa e che, secondo l’accusa, avrebbe usato sua madre che compariva come donatrice ma con soldi del figlio, un sistema uguale a quello consigliato da Jukes al giornalista undercover.

A causa delle rivelazioni sui finanziamenti, e anche della reazione irritata di Farage e della mancanza di spiegazioni o trasparenza, dopo oltre un anno sempre in testa nei sondaggi di opinione adesso Reform è calato al secondo posto dietro al Labour e in una rilevazione è addirittura terzo, scavalcato anche dai Conservatori.

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In maggio aveva trionfato nelle elezioni amministrative in Inghilterra, mentre di recente ha perso tre elezioni suppletive di fila, cedendo ai Verdi a Gorton and Denton e ai laburisti a Makerfield e Manchester.

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