Fondazioni liriche

Scala, presentata la nuova stagione. Il 7 dicembre si parte con con Šostakovič

Una Lady Macbeth nel distretto di Mcensk aprirà la prima stagione guidata da Ortombina e l’ultima diretta dal maestro Chailly

di Giovanna Mancini

Frederic Olivieri, Giuseppe Sala, Fortunato Ortombina, Riccardo Chailly e Fabrizio Zappi alla conferenza stampa di presentazione della stagione 2025-2026 del Teatro alla Scala, Milano 26 Maggio 2025
ANSA/MATTEO CORNER

2' di lettura

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Tredici opere liriche, sette balletti e poi concerti, recital di canto, attività per ragazzi e approfondimenti culturali. Il Teatro alla Scala di Milano ha presentato la nuova stagione 2025/2026, la prima sotto la guida del nuovo sovrintendente Fortunato Ortombina e l’ultima con la direzione artistica di Riccardo Chailly, che lascerà il podio a Myung-Whun Chung.

La prima di Sant’Ambrogio

La stagione si aprirà il prossimo 7 dicembre con «Una Lady Macbeth nel distretto di Mcensk» di Šostakovič. «Pelléas et Mélisande» segnerà il debutto alla Scala del regista Romeo Castellucci, ma a dirigerla non ci sarà come previsto Daniele Gatti (sostituito da Maxime Pascal) che, a lungo indicato come successore di Chailly, ha disdetto tutti gli impegni con il teatro scaligero dopo la nomiba a direttore musicale di Myung-Whun Chung, che per il 7 dicembre 2026 dirigerà l’«Otello» di Giuseppe Verdi.

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Un caposaldo politico e culturale

«La Scala è un caposaldo politico e culturale del nostro Paese», ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che è anche presidente della fondazione lirica scaligera, durante la conferenza stampa di presentazione della stagione, a cui hanno partecipato anche il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi e del presidente della Lombardia Attilio Fontana.

Un esempio del ruolo anche politico del teatro è proprio l’opera scelta per il 7 dicembre, che porta con sé «un messaggio di denuncia contro l’oppressione e per la libertà di espressione», ha aggiunto il sindaco, che ha chiesto alla Scala di «uscire ancora di più dal teatro per raggiungere i giovani».

Ortombina ha in qualche modo risposto, dicendo che saranno ampliate le attività rivolte ai giovani, ma si è anche detto orgoglioso per il dato sulla presenza di pubblico under 35, che rappresenta (con 1.500 abbonati) ormai un terzo degli spettatori di un teatro che ha un tasso di riempimento del 90%.

Modello pubblico-privato

Ortombina ha anche ricordato il ruolo fondamentale dei partner e sostenitori privati della fondazione, che rendono possibile tutte queste attività e il mantenimento della qualità artistica del teatro. «Ci tengo a ribadire l’importanza dell’interazione tra capitale privato e capitale pubblico - ha aggiunto il sovrintendente -. Questo teatro è un caso raro in Italia ed esorto il sottosegretario Mazzi a vedere la Scala come esempio che è a riconoscerne il ruolo fondamentale nella cultura italiana. Il mio obiettivo è che tra qualche anno nessun milanese possa piu dire di non essere stato alla Scala e lavoreremo in questo senso».

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