Sbloccati i fondi, decolla a Pavia la Fondazione Chips.IT
Il direttore Carlo Reita: «Al via maxi-piano di investimenti, così diventeremo un polo attrattivo per i talenti»
di Luca Orlando
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La gestazione è terminata: con lo sblocco dei fondi e la conclusione dei primi bandi di assunzione prende il via concretamente a Pavia il cammino della Fondazione Chips.It, uno dei pilastri del piano nazionale sulla microelettronica.
A pilotare le operazioni in qualità di direttore, dal mese di agosto, è Carlo Reita, una “solitaria” presenza in organico che ora sta per terminare. I bandi per l’inserimento dei responsabili di due linee di ricerca e dei primi ricercatori si sono infatti chiusi ed ora è stata avviata la fase di selezione dei curricula.
«A fine anno penso potremo arrivare ad un organico di 15 persone - spiega il direttore - per poi arrivare a 50 ricercatori il prossimo anno, quando completeremo l’assetto di almeno due degli assi di ricerca che ci sono stati assegnati. Il nodo, qui come altrove, è quello di trovare le competenze, perché l’offerta di giovani in queste materie purtroppo è sempre ridotta». Le candidature ricevute, in parte anche dal’estero, ad ogni modo consentono di procedere nell’avvio delle attività, che prevedono anche l’inserimento immediato di un paio di figure amministrative, per gestire le relazioni con gli enti istituzionali, verificare le opportunità di bandi e finanziamenti dall’Europa attraverso il Chips Act e altri strumenti, dialogare con i partner industriali. In parallelo, mentre l’organico amministrativo scalerà verso l’alto di altre unità, si può finalmente procedere anche con gli investimenti, attingendo al budget annuo di 25 milioni (+5 per il funzionamento della struttura) impostato fino al 2030. Lo sblocco dei fondi avviene da parte del ministero dell’Economia su base trimestrale e ora a disposizione ci sono quasi 15 milioni di euro, relativi al terzo e quarto trimestre 2024, mentre è in corso la procedura per attivare le risorse relative al primo e al secondo trimestre, iter che potrebbe accelerare l’attività della Fondazione.
«Anche in funzione dell’attrazione dei talenti - spiega Reita - è importante iniziare a creare una struttura adeguata investendo in attrezzature, strumenti di test e laboratori. La mia previsione è quella di avviare entro fine anno la procedura per un primo lotto di investimenti da 14 milioni di euro nel 2024 che riguarderà capacità di calcolo per progettazione circuiti, sistemi di emulazione e sviluppo. Un secondo lotto di investimenti a completamento del primo e per ulteriori 20 milioni è previsto allo sblocco degli altri fondi». Risorse che serviranno per attrezzare le diverse linee di ricerca, al momento dislocate in spazi concessi dall’Università di Pavia, in attesa di poter poi trovare una collocazione definitiva a regime, quando l’organico dovrà arrivare in un ordine di grandezza di 120-150 unità, soglia prevista per il 2027.
«Più in là le spese per il personale diverranno più pesanti - spiega Reita - ma già ora contiamo di lavorare sugli investimenti, per costruire un’infrastruttura di ricerca avanzata e pertinente rispetto agli obiettivi, cioè disegnare e realizzare circuiti di maturità quasi industriale». In una scala convenzionale che partendo dal livello 1 (vengono dimostrati i principi rilevanti della tecnologia) e arriva a 9 (sistema reale, funzionante, provato in ambiente operativo), si tratta tecnicamente di realizzare progetti di livello 5 o 6, cioè tecnologie il cui funzionamento è dimostrato e convalidato in un ambiente industriale rilevante.



