Lotta alla povertà educativa

Save The Children, garantire spazi socio-educativi nelle aree vulnerabili

La proposta presentata nel corso dell'audizione in Commissione parlamentare d'inchiesta sulle periferie.

di Redazione Scuola

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Garantire spazi socio-educativi a disposizione dei ragazzi e delle ragazze nelle aree più vulnerabili del Paese. E' la proposta presentata da Save The Children nel corso dell'audizione in Commissione parlamentare d'inchiesta sulle periferie. “Quello che chiediamo - ha detto Lorenzo Rossi del Movimento Giovani per Save The Children - nasce dal bisogno che sentiamo di stare assieme, di condividere momenti ed esperienze. Vogliamo degli spazi fisici sicuri e accessibili dove poterci incontrare.”

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Occorre un impegno concreto

Per Giorgia D'Errico direttrice Relazioni Istituzionali di Save the Children è “necessario un impegno concreto da parte delle istituzioni per garantire luoghi accessibili, sicuri e aperti per bambine, bambini e adolescenti. Non possiamo accettare che il loro futuro dipenda dal quartiere in cui nascono”. Per questo, ha aggiunto, “abbiamo definito una proposta di legge che punta a creare presìdi socio-educativi nei territori più fragili: luoghi sicuri e accoglienti, attivi tutto l'anno, dove ragazze e ragazzi possano partecipare, contribuendo alla programmazione, ad attività culturali, sportive e ricreative, e ricevere supporto educativo, psicologico e sociale”.

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Strutture nelle aree più fragili

Nella proposta di Save the Children illustrata in Commissione i presidi socio-educativi nasceranno nelle aree più fragili, individuate sulla base di indicatori oggettivi di vulnerabilità elaborati a partire da dati ufficiali e si configureranno come infrastrutture educative di comunità, aperte gratuitamente di pomeriggio, la sera, nei fine settimana e in estate, dedicate a bambini, bambine e adolescenti. Le attività, sempre coprogettate insieme ai ragazzi e alle ragazze, saranno pianificate e realizzate all'interno di una rete di collaborazione stabile garantita dai Patti educativi di comunità tra Ambiti Territoriali Sociali, scuola, soggetti del Terzo settore.

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