Lavoro

Sardegna, il Governo impugna la legge regionale sul salario minimo

La norma approvata dal Consiglio regionale sardo introduce una soglia minima di 9 euro per le retribuzioni nei contratti di appalto e nelle concessioni affidate dalla Regione, dagli enti locali, dalle aziende sanitarie e dalle società controllate

di Davide Madeddu

I MinistroCarlo Nordio, il Sottosegretario Alessio Butti, il Ministro Anna Maria Bernini, Il Ministro Giuseppe Valditara, il Sottosegretario Alfredo Mantovano, il Ministro Marina Calderone, il Ministro Matteo Piantedosi durante la conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri tenutosi a Palazzo Chigi a Roma, Mercoledì 10 Giugno 2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) 

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Impugnata la legge regionale della Sardegna sul salario minimo negli appalti delle aziende pubbliche e controllate. Nello specifico, il Consiglio dei ministri ha deliberato di impugnare la legge regionale del 9 aprile scorso su “Disposizioni per la qualità e la sicurezza del lavoro, per il contrasto al dumping contrattuale, nonché per la stabilità occupazionale nei contratti pubblici d’appalto o di concessione eseguiti sul territorio regionale”. Secondo Palazzo Chigi nella normativa sarda alcune disposizioni, «eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di concorrenza, violano l’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione».

Cosa prevede la norma

La legge approvata dal Consiglio regionale della Sardegna riguarda il salario minimo regionale, e introduce una soglia minima di 9 euro per le retribuzioni nei contratti di appalto e nelle concessioni affidate dalla Regione, dagli enti locali, dalle aziende sanitarie e dalle società controllate.

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Il controllo

Tra le misure introdotte dalla norma c’è l’istituzione di un Comitato regionale per il monitoraggio della qualità del lavoro, con funzioni di controllo e la predisposizione di report annuali sull’applicazione delle disposizioni e sull’andamento dei costi della manodopera. « Il monitoraggio - aveva sottolineato la presidente della Regione Alessandra Todde - sarà essenziale per garantire l’efficacia delle misure introdotte».

Criteri vincolanti per appalti

La legge prevede una premialità per le aziende che investono nella qualità occupazionale e nella responsabilità sociale.

Le reazioni

A ruota le reazioni. «Mentre il Governo inventa nuove formule per evitare di affrontare il tema dei salari bassi, getta la maschera e colpisce chi prova davvero a intervenire - dice il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Sardegna Alessandro Solinas -. La legge garantisce che negli appalti pubblici regionali nessun lavoratore possa essere pagato meno di 9 euro lordi all’ora. Una misura contro il dumping salariale e contro la corsa al ribasso sulle retribuzioni. Non stiamo parlando di stipendi per dirigenti o professionisti, ma di una tutela concreta per migliaia di lavoratrici e lavoratori impiegati nei servizi, nelle pulizie, nell’assistenza, nelle manutenzioni e in molti altri settori legati agli appalti pubblici».

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