Sarà il bisonte a salvare il permafrost siberiano
di Angelina Davydova, Kommersant
4' di lettura
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Lo scioglimento del permafrost è sia una conseguenza sia un effetto del
cambiamento climatico.
Con il surriscaldamento del pianeta, il disgelo della terra congelata in Siberia produce metano, un gas serra fortissimo conservato sotto la superficie. Questo contribuisce al cambiamento climatico e intensifica il disgelo.
Oggi, degli scienziati russi stanno cercando di interrompere questo circolo vizioso con un'idea originale. Il loro piano è ricreare gli ecosistemi dell'era glaciale, ripristinando la tundra e portandoci grandi animali come gli yak, i bisonti e addirittura i mammut. L'ultimo rapporto del Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (Ipcc), pubblicato all'inizio di ottobre, annuncia che se le temperature globali superassero i livelli pre-industriali di 1,5°C, si scioglierebbero 4,8 milioni di chilometri quadrati di permafrost. E il numero salirebbe a 6.6 milioni di chilometri quadrati se le temperature superassero i livelli pre-industriali di 2°C. Oggi, il permafrost ha una superficie di circa 23 milioni di chilometri quadrati distribuiti tra Siberia, Alaska, l'Artico Canadese e alcune alte catene montuose. Costituisce un quarto dell'intero emisfero boreale.
La maggior parte delle aree di permafrost si trova in Russia, dove il permafrost
costituisce tra il 50% e il 65% del territorio nazionale a seconda delle stagioni.
Secondo una relazione recente del Ministero per le Risorse Naturali e l'Ambiente
della Russia, il riscaldamento globale sta colpendo la Russia in modo più violento rispetto alla maggior parte del pianeta. Tra il 1976 e il 2017, in Russia le temperature medie sono aumentate di 0,45°C ogni 10 anni, rispetto ai 0.18°C del resto del mondo.
Questi cambiamenti hanno riscaldato il permafrost russo, facendolo recedere verso nord – fino a 100km, secondo un gruppo di scienziati della George Washington University, l'Istituto Idrologico di San Pietroburgo e l'Istituto della Criosfera Terrestre di Mosca. Secondo loro, l'aumento delle temperature di solo 1°C può causare la perdita di un'area di permafrost grande come la Mongolia, o addirittura come la Groenlandia.





