Ministero del Turismo

Caso Santanchè, la Camera respinge la mozione di sfiducia. La ministra: sulle dimissioni rifletterò da sola

La mozione di sfiducia contro la ministra del Turismo Daniela Santanchè viene respinta dalla Camera. La ministra rifletterà sulle dimissioni in modo indipendente

di Redazione Roma

Caso Santanchè, Meloni: "Vedrò ministra e rifletteremo, no lezioni da opposizione"

4' di lettura

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La ministra del Turismo Daniela Santanhè supera una nuova prova d’aula: la mozione di sfiducia presentata alla Camera dal Movimento Cinque Stelle e sottoscritta dal Partito democratico e da Alleanza verdi e sinistra dopo il suo rinvio a giudizio per falso in bilancio nell’inchiesta sulla società Visibilia è stata respinta. I voti contrari sono stati 206, i si 134 e 1 astenuto.

La senatrice di Fratelli d’Italia resta in bilico anche per il procedimento in cui rischia il processo di truffa all’Inps: «A breve ci sarà un’altra udienza preliminare e finora abbiamo solo sentito l’accusa. In quell’occasione farò una riflessione, per poter anche valutare le mie dimissioni. Ma la farò da sola, non avrò alcun tipo di pressione, costrizione o di paventati ricatti. Sarò guidata solo dal rispetto del mio premier, del Governo, della maggioranza ma soprattutto per l’amore per il mio partito dove certo io non vorrò mai diventare un problema ma continuare a essere una risorsa».

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Mozione respinta

Il tabellone della Camera con il risultato della mozione di sfiducia alla ministra Daniela Santanchè

Santanchè: non mi sento sola in quest’Aula né in Italia

«Mi trovo oggi a rispondere per la seconda volta a una mozione di sfiducia anche se questa ha per oggetto fatti, tutti da verificare, che sono antecedenti al mio giuramento da ministro» ha esordito la ministra. «In quest’aula sembra che si possa raccontare la qualunque senza nemmeno apporfondire cioè che dovrebbe essere evidente a ogni parlamentare, mi spiace per lei onorevole Ricciardi (deputato di M5S, ndr) ma io non mi sento sola, anzi: ringrazio i tanti colleghi che sono con me e non mi sento sola neanche in Italia perché nella battaglia del garantismo ci sono la maggioranza degli italiani» ha detto la ministra. Tra i banchi del governo la fila dei ministri è gremita: ci sono dieci esponenti di governo.

«No a ergastolo mediatico da fine pena mai»

«Credo che la gogna mediatica e le paginate sui giornali devastino ancora prima del processo la vita delle persone con cicatrici che non si rimarginano. L’ergastolo mediatico è una condanna che rimarrà tutta la vita da “fine pena mai”» ha detto Santanchè.

«Vergogna dire che ho “mani sporche di sangue”»

«Non voglio neppure citare invece chi ha affermato che le mie mani “sono sporche di sangue”… - ha detto la ministra nella sua replica - Non fa vergogna a me ma ha chi ha pronunciato questa accusa che mostra nella sua grandezza una grettezza e una cattiveria umana che alcuni avversari sono disposti ad usare ma certo non nei confronti dei loro colleghi».

«Su cassa Covid ho difeso solo posti di lavoro»

Quanto all’accusa di truffa per la cassa integrazione Covide, ha affermato Santanchè, «il mio coinvolgimento nella vicenda si è limitato a decidere, come praticamente quasi la totalità delle aziende italiane, di accedere a tale beneficio a tutela della salvaguardia e dei posti di lavoro. Comunque non toccherà a questo Parlamento decidere, io ho fiducia nella magistratura e vedremo il proseguo».

«Non vorrei mai essere problema» e FdI applaude Santanchè

Applauso dai banchi di FdI nell’Aula della Camera quando la ministra del Turismo Daniela Santanchè ha detto durante la replica (prima del voto della mozione di sfiducia): «Non vorrei mai essere un problema».

FdI,apprezzate parole Santanché e disponibilità dimissioni

Un passaggio apprezzato dal vicepresidente di FdI alla Camera, Massimo Ruspandini che ha ringraziato «per quello che ha chiaramente detto al termine del suo intervento e cioè che, qualora venga malauguratamente rinviata a giudizio per la vicenda Inps, farebbe prevalere il cuore alla ragione e lascerebbe il suo incarico governativo per amore e rispetto di FdI e del presidente del Consiglio».

«Chi ruba nasconde e le mie borse non le nascondo»

La ministra ha parlato anche della vicenda due due borse Hermès, risultate poi false, regalate a Francesca Pascale quando era la fidanzata di Silvio Berlusconi: «Nelle mie borse non c’è paura e lo dico con chiarezza: non ho nessun problema a dirlo qua in un’Aula del Parlamento: ebbene sì, ho una collezione di borse. Mio padre mi ha insegnato che si ruba solo quello che si nasconde e io non ho nulla da nascondere».

Conte: state difendendo l’indifendibile

Nella dichiarazione di voto il leader M5s Giuseppe Conte ha attaccato: «Credo che questo Parlamento avrebbe dovuto occuparsi di altro, sono sconcertato che ci troviamo ore a ore a parlare di una questione che non doveva sorgere e una volta sorta andava affrontata e risolta. State difendendo l’indifendibile, la ministra Santanché è accusata di falso in bilancio e truffa sui fondi Covid. Vi siete impegnati a fare da scudo alla ministra mentre dovreste farlo ai tanti imprenditori che stanno vivendo sulla loro pelle il tracollo industriale, loro non sono accusati non hanno commesso truffe ai danni dello Stato ma non hanno santi in paradiso non sono amichetti di Giorgia Meloni».

Conte: non odiamo la ricchezza ma la disonestà

 

Conte ha detto: «L’Italia non può permettersi ministri e sottosegretari sotto accusa, addirittura adesso anche di circolazione di borse contraffatte... Ministra Santanchè ha detto che odiamo la ricchezza e siete voi avete fatto la guerra ai poveri. Noi odiamo sa cosa? La disonestà».

Schlein: Santanchè difende le borsette ma non dalle bollette

«Mentre lei viene qua a difendere le borsette, chi difende gli italiani dalle bollette?» ha chiesto la segretaria Pd Elly Schlein nel dibattito sulla mozione di sfiducia. «Lei non è colpevole fino alle sentenze, ma quando arrivano si rispettano, non come successo con Delmastro».

Tajani: voto contro sfiducia a Santanchè, sempre leale

«Io voto contro la sfiducia alla Santanchè, sono leale con il governo e sarò sempre leale» ha chiarito il vicepremier azzurro Antonio Tajani. Rispondendo alle domande dei cronisti afferma: «Io sono sempre tranquillo, perché dovrei essere imbarazzato?».

Salvini: sono vicino alla ministra

«Sì, sono vicino alla Santanché» si è limitato a dire il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, sulla mozione di sfiducia alla ministra del Turismo.

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