Siena

Santa Maria della Scala: la trasformazione dell’antico ospedale in una mostra

Disegni, fotografie, video e progetti illustrano la trasformazione del complesso architettonico in Polo museale internazionale

di Stefano Biolchini

Santa Maria della Scala: in mostra “la metamorfosi” dell’antico Ospedale senese

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Affacciato sul Duomo e indissolubilmente legato alla memoria dei Senesi, che tra le lunghe mura di questo Antico Ospedale erano usi da generazioni nascere e trovare cure e conforto, finalmente divenuto polo museale, il Santa Maria della Scala segna un passaggio chiave nel suo percorso di trasformazione. Tre studi di architettura di livello internazionale ne hanno curato lo sviluppo per i prossimi decenni, trasformandolo in un microcosmo multifunzionale, che si presenta con la mostra Santa Maria della Scala. Architetture, progetti e visioni, a cura di Luca Molinari Studio.

Santa Maria della Scala: in mostra “la metamorfosi” dell’antico Ospedale senese

Attraverso, disegni, fotografie, video e materiali di progetto, l’esposizione restituisce al pubblico il nuovo Masterplan strategico promosso dalla Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala, partendo da una lettura articolata del complesso architettonico dopo la dismissione dell’Ospedale e del suo rapporto con la città di Siena.

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Si tratta di “un processo di ripensamento del sistema museale che parte dal piano terra del Santa Maria della Scala e che si collega poi con tutta l’operazione fatta con la chiamata dei progettisti per intervenire su altre parti del museo” spiega il curatore Luca Molinari. E ancora, “il progetto del Masterplan in qualche modo interessa quasi metà delle superfici non ancora utilizzate del Santa Maria della Scala; noi ci siamo concentrati sulla parte che attende l’intervento, ma soprattutto sul fatto che contemporaneamente questa istituzione è cresciuta nel tempo, ha cambiato le sue esigenze, è in dialogo con la città. Quindi un auditorium, un ristorante importante, la connessione con la parte della città, spazi per l’educazione, spazi per la cultura e tutta una serie di elementi che fanno di questo luogo una vera e propria acropoli culturale”.

Il percorso espositivo ripercorre le principali fasi della metamorfosi di questo magnifico e vero e proprio palinsesto architettonico, nel suo passaggio da storico Ospedale a nuovo e imprescindibile Polo museale cittadino.

La mostra si configura così come uno strumento di comprensione pubblica di una vicenda architettonica e culturale complessa, non ancora completata, e che attende una nuova prospettiva per il futuro di Siena.

Cristiano Leone, presidente della Fondazione Santa Maria della Scala di Siena, spiega come “il processo di trasformazione del Santa Maria della Scala, oramai ha quasi 50 anni; fu iniziato proprio negli anni 70. Cesare Brandi, infatti, mostrò quanto fosse importante, necessario trasformare un luogo che ha accumulato nei secoli grandissimi elementi patrimoniali in un luogo di fruizione per i visitatori”. Prosegue poi Leone, “fu complesso allora riuscire a cambiare completamente uno dei luoghi identitari della città ed è per questo che abbiamo voluto riattivare un processo di problematizzazione. Cosa è oggi utile affinché il Santa Maria la Scala non soltanto sia un luogo di memoria, ma un luogo che guardi al futuro”.

Cuore della mostra è la presentazione dei progetti elaborati da tre studi di architettura di rilevanza internazionale - LAN Architecture (Benoit Jallon e Umberto Napolitano), Odile Decq Architecture con Pangalos Feldmann Architectes e Hannes Peer Architecture - chiamati a confrontarsi con la rigenerazione delle parti del complesso oggi non pienamente accessibili e necessarie per offrire all’Istituzione e alla città servizi e strutture necessarie alle sue comunità”.

La splendida metamorfosi del Santa Maria della Scala nel cuore di Siena

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Tre interventi per una metamorfosi

I tre interventi, differenti per approccio e linguaggio, propongono modalità diverse di relazione tra patrimonio storico e trasformazione contemporanea: dalla riorganizzazione delle connessioni e dei percorsi museali, alla ridefinizione degli spazi per eventi e funzioni pubbliche, fino all’introduzione di nuovi dispositivi di accoglienza, ospitalità e servizi. Non un progetto chiuso e definitivo, ma una struttura strategica capace di guidare interventi progressivi, adattandosi alle esigenze future della città, del museo e dei suoi pubblici.

In questo senso, la mostra non rappresenta solo un momento espositivo, ma l’avvio di un necessario confronto con la comunità senese oltre che una riflessione più ampia sul ruolo contemporaneo delle grandi istituzioni culturali e sulla gestione dei patrimoni complessi.

Santa Maria della Scala. Architetture, progetti e visioni, a cura di Luca Molinari Studio, fino a settembre 2026

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