Santa Maria Maggiore, nella navata laterale della Basilica riposano gli artisti Pietro e Gian Lorenzo Bernini
Scelta da Bergoglio per la sepoltura, ospita già le spoglie di ben sette Papi
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Papa Francesco veniva a pregare a Santa Maria Maggiore, per ringraziare e omaggiare la Vergine nell’Icona della Salus populi romani ogni volta che rientrava da un viaggio, da una missione. Qui si è recato quando, nella sorpresa generale, è stato eletto Pontefice. E qui è seppellito. Ora la sua bara dimora nella nuda “terra” come aveva richiesto, coperta da una lapide di pietra ligure, terra di alcuni suoi avi. Si trova nella navata sinistra, tra la Cappella Paolina e la Cappella Sforza.
L’iscrizione è estremamente semplice, Franciscus, in latino. In alto, in bassorilievo, una riproduzione in pietra della sua croce pettorale proprio quella con cui si distinse immediatamente, non appena si mostrò al mondo dal Loggione di San Pietro in seguito all’elezione. Non una croce d’oro, come quella di tanti confratelli, che aveva rifiutato al momento di indossare la veste bianca da Papa. Ma una croce di ferro, quella che già aveva da vescovo, uno dei primissimi simboli da cui il popolo dei fedeli intuì che grandi cambiamenti erano in arrivo. In questa Basilica, fondata nel V secolo, ci sono altre sepolture “eccellenti” di Papi ma anche di artisti celebri come Pietro e Gian Lorenzo Bernini.
Gli altri sette Papi sepolti
Sono infatti sette le tombe dei Papi già presenti nella Basilica situata in piazza dell’Esquilino a Roma: Papa Onorio III (pontificato 1216-1227), Papa Niccolò IV (1288-1292), Papa Pio V (1566-1572), Papa Sisto V (1585-1590), Papa Clemente VIII (1592-1605), Papa Paolo V (1605-1621), Papa Clemente IX (1667-1669). E ora c’è la tomba di Papa Francesco (pontificato 2013-2025).
La tomba della famiglia Bernini
A Santa Maria Maggiore riposano anche membri di famiglie nobiliari romane, di cardinali e di artisti. Tra questi, spicca sicuramente la tomba della famiglia Bernini, nella navata laterale destra: sul pavimento si vede la lastra tombale dove sono sepolti sia Gian Lorenzo sia suo padre Pietro, e una semplice epigrafe latina che esprime la speranza di risurrezione di entrambi, che avevano la propria bottega dietro la Cappella Paolina. La scritta “Gian Lorenzo Bernini. Decus artium et urbis hic humiliter quiescit” (“Gloria delle arti e della città, qui umilmente riposa”) è incisa sulla semplice lastra tombale. E più sotto la scritta “Nobilis familia Bernini. Hic resurrectionem expectat” (“Nobile famiglia Bernini in attesa della resurrezione”). Sia il rilievo dell’Assunta nel Battistero, sia le sculture nella Cappella Paolina (entrambe opere di Pietro) sia il bronzo raffigurante Filippo IV sotto al Portico (eseguito su disegno di Gian Lorenzo) rimandano all’attività artistica dei Bernini presso Santa Maria Maggiore.

