Sanremo 2026, Carlo Conti: «Festival nel segno di Baudo». Rai plaude alla raccolta
L’ad di Rai Pubblicità Luca Poggi: «I conti sugli inserzionisti li faremo alla fine ma il sentiment è buono. Olimpiadi oltre quota 20 milioni»
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Con Carlo Conti fai un festival baudiano. Quest’anno, se possibile, sarà «più baudiano del solito». È l’aria che tira alla prima conferenza stampa della 76esima edizione del Festival della canzone italiana di Sanremo, in corso dal 24 al 28 febbraio. Il conduttore toscano, alla quinta direzione artistica, parla di edizione «con tante sonorità diverse: si va dal country al tocco latino». E si commuove parlando di Pippo Baudo: «Ho sempre definito il mio un festival “baudiano”. Ebbene, tocca proprio a me fare il primo festival senza Pippo. Questa edizione è dedicata a lui». Non può che scapparci una lacrimuccia.
Accanto a lui c’è la co-conduttrice Laura Pausini, che da Baudo fu scoperta, come pure gli altri ospiti Eros Ramazzotti e Andrea Bocelli. Si rivolge a Carlo Conti e sottolinea: «Sei proprio te, Carlo, che con la tua professionalità, la tua calma, la serenità che mi trasmetti, mi hai convinto a venire a Sanremo. Spero di essere all’altezza e spero di dare gioia, emozione, divertimento».
Là fuori c’è tutto un indotto che è già all’altezza. Perché Sanremo non è più (solo) una canzone. È un perimetro che si allarga, una calamita che trascina. Parte dal palcoscenico e finisce - o comincia - nei vicoli, sul lungomare, nei «luoghi simbolo» che per una settimana diventano scenografia diffusa. La città come estensione del Teatro Ariston, e l’Ariston come cabina di regia di una settimana che somiglia sempre meno a un festival e sempre più a un sistema.
È questa l’idea che Rai Pubblicità e i partner del Festival di Sanremo 2026 hanno messo sul tavolo durante la conferenza stampa che ha riunito i vertici Rai e i main partner. Una conferenza stampa in cui l’ad di Rai Pubblicità Luca Poggi non ha dato riferimenti sulla raccolta finale di Sanremo («Daremo il dato domenica») ma ha dato un’indicazione importante sulle Olimpiadi appena concluse: «La raccolta è andata oltre le nostre aspettative: abbiamo portato a casa più del doppio di Parigi. Siamo andati ben oltre i 20 milioni».
«Tra palco e città», l’iniziativa che allarga il Festival a tutta la città, è intanto presentato come «fulcro dell’iniziativa». E quindi la televisione non si limita a raccontare la città ma la organizza, la stimola, la mette in moto. E la città non fa soltanto da sfondo ma diventa esperienza, palinsesto parallelo, evento dentro l’evento.




