Sanremo 2026, in testa Arisa, Fulminacci, Brancale, Ditonellapiaga e Fedez-Masini
L’omaggio a Pippo Baudo e la storia attraverso la signora Gianna Pratesi nella prima serata del quinto festival diretto da Carlo Conti
2' di lettura
2' di lettura
Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga e Fedez e Marco Masini. Questi, in ordine random, i cinque Big in testa al termine della prima serata del Festival di Sanremo che ha visto esibirsi tutti e trenta gli artisti della competizione principale. A votarli è stata la giuria della sala stampa.
Un festival che, più che immaginare il futuro, sembra voler rileggere il passato. E celebrarlo. La storia siamo noi, cantava uno che a Sanremo non ci sarebbe andato neanche legato. La storia, secondo Carlo Conti, sono loro: Pippo Baudo, i 105 anni della signora Gianna Pratesi che votò al Referendum del 1946 e la Repubblica che, per un errore della grafica, diventa «Repupplica». Una storia nazionalpopolare, ça va sans dire. Il Festival «più baudiano di sempre» tra i cinque diretti da Conti si apre così con la voce di Pippo Baudo: l’orchestra dell’Ariston esegue una melodia che si trasforma nel tema musicale Perché Sanremo è Sanremo mentre il palco si accende.
E Conti saluta i familiari del recordman di conduzioni della kermesse nazionalpopolare per eccellenza, mentre l’Ariston grida: «Pippo». Poi arriva Olly, vincitore dell’edizione 2025, che esegue Balorda nostalgia, brano che gli ha consentito di chiudere l’anno in testa alle classifiche Fimi Niq di singoli e album. Ad accompagnare Conti sul palco ci sono Laura Pausini con l’attore Can Yaman, protagonista del remake Rai di Sandokan. Che ci fanno insieme l’attore turco e la cantante romagnola? Lui fa cantare a lei un pezzo turco con un’altissima concentrazione di zeta.
Per la Pausini c’è tempo di un Rvm d’epoca del Pippo nazionale. Non è l’unico omaggio della serata, perché c’è anche quello per il maestro Peppe Vessicchio che si trascina dietro la standing ovation dell’Ariston. Si cerca di unire, come succede con la testimonianza della 105enne Gianna Pratesi, reduce dal Referendum Monarchia-Repubblica del 1946, rivela: «Votai Repubblica. A casa mia eravamo tutti di Sinistra». La grafica dell’Ariston, intanto, per errore trasforma la Repubblica in «Repupplica».
L’ospite musicale più atteso è Tiziano Ferro che prima si cimenta con un medley di Ti scatterò una foto, La differenza tra te e me, Lo stadio e Perdono, poi si autocelebra con il nuovo singolo Sono un grande. È un Riviera per i suoi 25 anni di carriera, si commuove e, nei saluti finali, ringrazia la Pausini: «Tu mi freghi sempre», dice alla co-conduttrice fra le lacrime. Poi le lancia una proposta indecente alla Pausini per Sanremo 2027: «Il prossimo anno io e te insieme». Possiamo dire, intanto, cosa è mancato: la comicità. Tolta l’imitazione piuttosto discutibile della Pausini, da parte di Vincenzo De Lucia, che sarebbe da ascrivere a un genere diverso.



