
Emis Killa
Joan Thiele, «Eco» 5
Il titolo non allude a Umberto. E a leggere il testo si vede: «E se potessi dirti che/ Qui la paura non ha età/ Tu fissala forte dentro gli occhi/ spara al centro qui la notte non ci fotte». La reference è Girl, you’ll be a woman soon. Ma quanti guai ha fatto Tarantino!

Joan Thiele
Modà, «Non ti dimentico» 5-
Tutto cambia a questo mondo, ma il pop dei Modà resta sempre uguale a sé stesso. Non ti dimentico, con la classica progressione alla Kekko, è lì a dimostrarcelo.

Modà
Gaia, «Chiamo io chiami tu» 4
Ancora un tormentone Latin Tamarro con gli ammiccamenti al posto giusto: «Per esempio, a me piace la musica/ Stare nuda e nessuno che giudica». E poi il dubbio amletico: «Chiamo io chiami tu/ Chi è il primo che cede stasera». Io nel dubbio non risponderei.

Gaia
Bresh, «La tana del granchio» 6-
Bresh si iscrive al club degli artisti urban che provano la diversificazione pop: «Sono una madre che si sgola/ Una testa che gira ancora/ Una chitarra che non suona». Non c’è malaccio ma, fosse stata un po’ meno sgamata, sarebbe stato meglio ancora.

Bresh
Francesca Michielin, «Fango in paradiso» 5
Ballad che avanza piano ma inesorabile, armata di furbizia: «E quanto amore sprecherò/ quanti vetri rotti/ che sono plastica/ per i tuoi stupidi occhi». L’originalità abita altrove.

Francesca Michielin
Shablo feat. Guè, Joshua e Tormento, «La mia parola» 7-
Lo abbiamo visto: gli artisti urban vanno in direzione pop in questa edizione di Sanremo ma Shablo, con Guè, Joshua e Tormento, lo fa meglio di tutti gli altri. Ritornello da instant classic: «È una street song/ Per dare quello che ho».

Shablo